Sjette dag: tour e hike al fiordo Geirangerfjord

Il misto pioggia non ci fa definire bene il programma della giornata, in ogni caso puntiamo a Geirangerfjord, uno dei fiordi patrimonio dell’Unesco, super fotografato, super famoso indi per cui super turistico. D’altronde sarebbe come andare a Parigi e non vedere la Tour Eiffel, quando ci ricapita!

Scherzi a parte la partenza al porto è davvero caotica e il parcheggio piccolo rispetto al giro di auto e camper che a quell’ora cercano di imbarcarsi. Morale della favola perdiamo il battello delle 12.30. Dopo mezz’ora di appostamenti per trovare un buchino per il nostro camper, finalmente ci piazziamo anche noi.

Abbiamo tutto il tempo per mangiare vista fiordo il primo salmone “first price” comprato al discount, il mitico formaggio dolce/salato ormai nostro fido compagno, pane e philadelphia.
Il prossimo imbarco è alle 15.30.

Il programma è prendere il battello turistico che percorre per 40 minuti il fiordo, ad un certo punto dovrebbe attraccare a Skagehola e con una ripida salita di 45 minuti c’è un sentiero che sale a Skagefla, una fattoria con il tetto ricoperto di erba, tipica qui, abbarbicata sulla montagna con una vista impagabile sul fiordo e la cascata delle 7 sorelle. Unico inconveniente che partendo a quest’ora il battello per il rientro è alle 18.10, perso quello nessuna possibilità di rientrare se no con un sentiero di 5 ore!!
Fate i conti!!
Ce la faranno i nostri eroi?
Non ci spaventiamo!

Il primo tratto in battello vento forza 7 e la costante pioggerellina ormai nostra amica/nemica, il fiordo si apre e non c’è che dire molto bello, c’è pure una audioguida in italiano che racconta un po’ di curiosità.
La più bella cascata è quella chiamata Velo da Sposa, in quel punto il battello si gira e l’attracco è un punto d’approdo molto wild da cui parte appunto il sentiero.

In mezz’ora siamo in cima, riusciamo a dire solo wow perché gli scalini sono belli ripidi con pendenza del 30% praticamente siamo in corda doppia!

Il punto panoramico è pazzesco. Il sole si fa spazio fra le nuvole.
Foto e foto a rotta di collo ma ci rimane anche il tempo per sederci ad ammirare così tanta bellezza della natura. E’ un paradiso ovunque giri lo sguardo.

Siamo ampiamente in orario per scendere, ci gustiamo l’approdo al soletto in attesa di riprendere il battello che al volo riprenderà noi e una manciata di altre persone, abbiamo trovato un bel modo di uscire dal casino turistico, qui super tranquillità.

Si avvicina pure uno dei tanti giri in gommone turistici (roba da ricchi😄) noi in versione “sbracciatevi per segnalare al battello che ci siete”, come se fossimo in un isola deserta, in realtà siamo a bordo di un fiordo fra la vegetazione, fa proprio specie.

Rientriamo con show di vecioti spagnoli che si mettono a fare il “trenino” e riprendiamo il nostro mezzo dopo aver pagato una salassata di parcheggio.

Motivo per il quale, no campeggio ma area di sosta selvaggia.
Selvaggia mica tanto, perché sul laghetto che avevamo individuato, l’unico posto legale è un parcheggio bordo strada vista cassonetti.

Scoraggiati decidiamo di scendere fino al molo da cui poi dovremmo prendere un ferry per spostarci sull’altra sponda.
Non troviamo nulla di interessante e quindi ci mettiamo in un parcheggio probabilmente non legale, con scorcio fiordo ma in un paese fantasma.

Non ci sono alternative vicine, piove perciò il nostro buon vecchio amico camper ci farà da tetto e via.
Polpette nostrane per cena, La nottata sarà agitata, ci farà visita la polizia o ci sveglieremo sani e salvi?
A domani per il verdetto!

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