
Sveglia presto, e non per andare a correre, ma perché è l’ultimo giorno in terra sicula e c’è un sacco da fare!
Colazione al volo, dove la Giovi mette in pratica il “Giliola Style”: di nascosto prende un pezzo qui e un pezzo lì, ed ecco pronto il pranzo al sacco! Prendiamo le valigie e, mentre salutiamo la padrona di casa, parte in sottofondo la canzoncina di Gaia: “Pago io, paghi tu, pago io, paghi tu…”, praticamente ce ne stavamo andando senza pagare! C’avemo provato!


Si parte a bomba: tiriamo su la nostra Pandina per i tanti tornanti che ci porteranno a Piano Provenzana, attraversando boschi e piccoli rifugi. Ebbene sì, siamo sul lato nord dell’Etna, pronti per salire ai crateri sommitali!
Nelle intenzioni… perché, ancora prima del buongiorno, le guide ci avvisano che il tempo non è bello e forse non si potrà arrivare in cima. Delusione massima per noi; per loro un po’ meno, visto che 120 euro a testa se li mettono in saccoccia (in contanti, perché il POS prende poco… bah, manco in Norvegia il telefono prendeva così bene in mezzo al bosco!).
Vabbè, ormai siamo qui. Prendiamo l’equipaggiamento gentilmente fornito, vediamo gli altri tour partire su enormi pulmini 4×4 mimetici, e a noi arriva il pollicino che ti porta in Borgo Roma! Un po’ di avventura, un bel po’ di salti, e mentre la guida racconta vita, morte e miracoli dell’Etna, il nostro catorcio attraversa due muri di neve più alti di lui. Oh, siamo quasi a 3000 metri!







Si scende finalmente dal mezzo e, in fila indiana, saliamo verso i crateri sommitali. Ce la faremo? Chissà! A testa bassa, cercando di ripararci dal vento fortissimo, andiamo avanti, ma qualcuno della comitiva inizia a perdere terreno. Non li rivedremo più. Una preghiera per loro (erano per lo più francesi… Alé Alé!).
Forse ci siamo. Un ultimo strappo in salita, quando una vampata di odore di uova marce ci assale!
“Teo, l’hai mollata!?”
Eh no, sono i classici fumi che escono da un cratere, cara la mia Giovanna!
Peccato che, a parte l’odore, non vediamo e non sentiamo altro. Possiamo dire di esserci stati, per carità, ma potevamo essere benissimo sul Monte Rosa, sul Kilimangiaro… o sulle Torricelle dopo una serata all’AlterEgo!



Peccato. Un po’ mogi scendiamo, e finalmente vento e nuvole spariscono. Ad attenderci, almeno quello, un super pulmino 4×4 extra lusso!

Visto che mancano ancora due ore di escursione, le guide ci portano a vedere i crateri e tutto il casino creato dalla mega eruzione dell’ottobre 2002: crateri formatisi dalla sera alla mattina, colate che hanno travolto alberghi arrivando fin quasi a valle… impressionante!








Tornati al parcheggio, salutiamo le guide e ci fermiamo a fare un picnic in una pineta qualche tornante più in basso. Location molto bella, ma nel weekend devono aver fatto una bella festa… tra immondizie e braceri improvvisati qua e là.

La lunga giornata nelle bellezze naturali prosegue con le gole dell’Alcantara: un canyon naturale con pareti alte anche 20 metri, che ricordano paesaggi simili in Islanda!
Acqua gelida che affronti camminando controcorrente, per poi lasciarti trasportare (finché non vieni spiaggiato e scaraventato sulla spiaggetta di sassi!).


Proprio quando ci stavamo divertendo alla grande… inizia a piovere!
Per carità, acqua sopra e acqua sotto cambia poco, ma torniamo comunque alla macchina. Anche perché la pioggia si fa più forte e dobbiamo aspettare per ripartire. Ma quando smette, un super arcobaleno ci accompagna fino all’ultima, veloce tappa: cena in spiaggia vista mare ai Giardini di Naxos.



Oddio, mare e spiaggia ci sono… la cena sono gli ennesimi arancini che il Teo-stomaco-di-ferro si spara!
Siamo ai titoli di coda… i posti larghi in aereo sono solo la ciliegina su questa splendida torta. Anzi, cannolo, di vacanza!

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