
La giornata di ieri è stata parecchio impegnativa per tutti e sta mattina nessuno vuol saperne di alzarsi, in particolar modo Rosa che non si lasciava vestire e piangeva perché voleva continuare a dormire. Per oggi avevamo in mente un piccolo giretto finale, ma una volta scoperta la logistica per raggiungere l’aeroporto di Stansted abbiamo deciso di rinunciare per fare le cose con calma. Peccato che però avendo dormito fino a quasi le 9 il tempo per far con calma non fosse poi molto.
E così, finita la purtroppo ultima colazione in hotel, raduniamo i bagagli (previdentemente preparati la notte prima) e lasciamo il Park Plaza, salutiamo il maggiordomo con il tight che ci augura di rivederci presto e ce lo augureremmo anche noi con tutto il cuore!
Ad aspettarci con un Volkswagen Sharan c’è Mohammed, ragazzo molto simpatico che adora e sa tutto di tennis, tutto gasato dai nostri racconti di Wimbledon, fan di Sinner e Alcaraz. Uno giusto insomma!
È la tipica mattinata inglese, quella che ci saremmo aspettati di trovare anche gli scorsi giorni e sulla base della quale avevamo riempito la nostra valigia che si è poi così rivelata piena di roba inutile. Piove e ci sono sui 20 gradi: un sogno!!


La strada da percorrere fino a Liverpool Street station è di soli 5km prevalentemente nella City. Per farli in macchina ci mettiamo la bellezza di 45 minuti!
Raggiungiamo finalmente la stazione e cerchiamo di pagare contactless come facciamo sempre all’ingresso, ma solo una delle carte funziona quindi entriamo tutti insieme appassionatamente e via!
La stazione e anche il treno sono fighissimi, hanno un’aria di nuovo e pulito.

Il percorso di circa un’ora è molto piacevole e passa dalla campagna con bellissimi scorci: prima un fiume o canale navigabile con le barche attaccate e ristorantini colorati,molto carino, e poi colline verdi con greggi di pecore al pascolo. Vietato fare foto perché il telefono è prerogativa assoluta di Rosa alla quale questa mattina è stato promesso che se fosse scesa dal letto avrebbe visto tutte le puntate di Curioso come George che voleva.
Arriviamo a Stansted ed ecco una sorpresa che ci raggela: ci sono i controllori che vogliono vedere il biglietto del treno, che non è il pagamento fatto da noi ma un altro apposito per l’aeroporto, pena 50 sterline a testa!
Quando ce la vediamo proprio brutta succede il miracolo: il ragazzo già col pos in mano per farci pagare scuote la testa e ci rimprovera intimandoci che la prossima volta dovremo necessariamente avere il biglietto, ma intanto ci grazia e ci fa andar via!
Tutti sulla scala mobile con valigiona e passeggino, no problem! Entriamo nel terminal che è molto più grande e molto più bello di quanto ci aspettassimo.
Pesata della valigia fai da te: sforiamo di 3 kg abbondanti, e quindi via a togliere tutto il possibile per portarla a 20kg.
Lasciata la valigia, ora carichi all’inverosimile data l’aggiunta di altri 3kg da tenere in mano, passiamo ai controlli dove in controtendenza col resto degli aeroporti del mondo ci fanno buttare via tutte le bottigliette d’acqua, nemmeno una per Rosa!
Vabbè, ci muoviamo in direzione del gate. Meno male che il per il nostro non serve il treno ma c’è comunque da camminare per una ventina di minuti. Arriviamo giusti giusti che stanno imbarcando. Poi però ci tengono un tot in piedi subito dopo al gate, un altro tot in piedi accanto all’aereo e una volta saliti a bordo attendiamo un’altra ora per il decollo, ci dicono per colpa di forti temporali in tutta Europa.
Io volo procede tutto sommato bene, Rosa, beata lei, lo passa quasi tutto dormendo.
Alle 18 atterriamo finalmente a Verona.
Bye-bye London, speriamo di rivederci presto!

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