Oitavo dia: alba al Pico do Arieiro e bye bye Madeira!

Con quale suspense vi abbiamo lasciato ieri sera? Pronti a scoprirla?

Oggi proveremo a vedere l’alba dalla seconda cima più alta di Madeira: il Pico do Arieiro. Poi capirete perché ho usato il condizionale!

Logisticamente non è una grande furbata, ma è l’ultima possibilità che abbiamo: oggi si riparte per tornare a casa.

Tutti d’accordo, tranne il Gigi, che si sarebbe fatto volentieri una dormitina. Ma i tour Marcolini sono così: non si molla fino all’ultimo giorno!

Ore 5:40, carichissimi, partenza per affrontare 40 minuti di curve e raggiungere il parcheggio da dove, in teoria, si sale per poco più di 1 km.

Complice la strada tortuosa e il sonno, le uniche parole che riusciamo a pronunciare sono quelle del Teo che, al bip dell’auto, esclama:

“Caxxo, ma quanta benzina è andata giù!”

Eh sì… siamo in piena riserva, nessun distributore nelle vicinanze e il CarPlay segna solo 20 km di autonomia. Panico generale. Ma intanto cerchiamo di arrivare.

Pazzesco: mai vista così tanta gente nel pieno della notte! La maggior parte si butta nel grande parcheggio preso d’assalto, altri proseguono.

Cosa facciamo? Per non rischiare, ci buttiamo anche noi nel primo parcheggio (forse scelta sbagliata, ma non lo sapremo mai!).

Nel frattempo, si forma una super coda alla macchinetta per il ticket. Se sono tutti così onesti, un motivo ci sarà… E così, mesti mesti, non facciamo i soliti italiani e ci mettiamo anche noi in fila.

Il cielo inizia a tingersi dei colori che preannunciano il sorgere del sole… scende un po’ di sconforto.

Tutta sta fadiga par gnente?! Una volta pagato, partiamo di corsa contro il tempo.

Siamo in salita, la temperatura è quella classica del mattino presto in montagna, ci muoviamo all’improvviso senza neanche esserci lavati la faccia…

Sì, ci facciamo il segno della croce per non farcela addosso (chi conosce i racconti di Ibiza, sa!).

Un pochino prima delle 7 riusciamo comunque a trovare un posticino tra tutti questi appassionati di albe!

Che dire… un altro spettacolo che ci regala quest’isola. Piano piano sbuca fuori la pallina infuocata che sale sopra le nuvole.

Non come avremmo voluto, ma possiamo spuntare Pico do Arieiro e la nostra prima e unica alba a Madeira!

In realtà, la famosa scalinata super instagrammata è ancora lontana, almeno un km, con saliscendi ripidi che – a fine vacanza e a quest’ora del mattino – decidiamo di risparmiarci. Pazienza!

Scattiamo qualche foto alle montagne illuminate e torniamo alla macchina, pronti a risolvere il problema benzina.

In discesa confidiamo che consumi meno, e individuiamo il Repsol più vicino, anche se ci fa allungare un po’. Ma meglio stare tranquilli!

Risaliamo verso Santana e ci fiondiamo a sfruttare l’ultima colazione da Clementina, operativa fino alle 9:30.

Sala affollata: qualcuno sarà partito presto come noi o sono tutti dormiglioni?

Probabilmente quasi tutti in partenza, valigie pronte. Anche noi, dopo il solito tetris, partiamo direzione aeroporto. Facciamo un paio di tappe, giusto per allineare l’orario di consegna dell’auto.

Passiamo per l’arco delle rovine Ruins of St. George in riva alla spiaggia acciottolata, ultimo saluto alla forza delle onde che ci hanno coccolato in questi giorni.

E chiudiamo in bellezza con un caffettino e pasteis de nata finali (mamma che boni!) a Caniçal.

Giri immensi per raggiungere Rodavante, il nostro Rent a Car, check di botte varie, tutto a posto. Si va in aeroporto.

Volo puntuale sulla tratta Madeira-Lisbona. Crolliamo a riposare.

Atterriamo a Lisbona con mezz’ora di ritardo. Ricordate lo sketch dell’andata? Uguale al ritorno! Poco tempo per prendere il volo Lisbona–Bergamo.

All’andata era stata una passeggiata… ma stavolta scopriamo che dobbiamo addirittura cambiare terminal e rifare anche i controlli?!

E qui parte la nostra – speriamo ultima – corsa per la vittoria!

Tutti gli italiani a seguito, al grido di: “Ce la faremo!”

Su e giù per scale mobili, duty free (Leti, stavolta non si guarda niente) e finalmente, 5 minuti prima della chiusura del gate, arriviamo desfadi anche noi!

No fear, si parte. Destinazione: casa.

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