Pémpti iméra: la grande avventura nella costa est!

Oggi il programma è ben delineato.

Super operativi per il gran premio della montagna! Visiteremo i paesini dell’entroterra, scavalleremo i monti e arriveremo alle spiagge selvagge della costa est.

Talmente operativi che vi svegliamo di buon’ora. Teo va a correre e Giovi a camminare sulla spiaggia di Kastraki, deserta, quando il sole sta ancora albeggiando. Che pace!

Pronti, partenza, via: dopo circa una ventina di minuti siamo a Chalkio o Halki (qui i nomi sono tutto un programma).

Che paesino delizioso! Pittoresche taverne, negozietti… È ancora presto, il paese si sta svegliando piano piano e noi ce lo godiamo ancora di più, in compagnia di pochi turisti mattinieri come noi.

Le casette qui sono colorate, non nel tipico bianco e blu delle Cicladi.

Proseguiamo passando da Filoti ma puntando ad Apeiranthos, famosa per l’artigianato locale: Giovi è già tutta gasata. Di artigianato in realtà ce n’è poco, ma i vicoletti marmorei abbarbicati sulla montagna sono splendidi. Ci concediamo un break con coca e tè fresco in un baretto con vista, poi si riparte.

Ed ora viene il bello! Dobbiamo scavallare per poi scendere alle spiagge.

Puntiamo a Moutsouna Beach: ci superano un po’ di macchine (quanto vorremmo averne anche noi oggi una!), poi traffico zero. Solo noi, il vento forza 9 e delle belle curve che scendono al mare.

Teone, intrepido, prosegue; Giovi guarda Google Maps nella speranza che manchi poco all’arrivo. Per fortuna ci sono tratti in cui il vento ci dà tregua, e arriviamo sani e salvi al tipico paesino di pescatori. Teo è affascinato da questi luoghi dove il tempo sembra essersi fermato agli anni ’70.

Qui la spiaggetta non ci convince, così decidiamo di proseguire verso Psili Ammos.

Il vento è quasi cessato. Ci godiamo il tragitto pianeggiante tra paesaggi rurali, punteggiati dalle tipiche chiesette, taverne nascoste e scorci di mare stupendo. Arriviamo in spiaggia: sabbia bianca e fine, un po’ di vegetazione alle spalle che ci regala un angolino ombreggiato dove piazzarci. È ora della nostra ottima pasta al pesto portata da casa. Bagnetto, pranzetto e lunga pennichella fra le fronde: ecco qui una classica vacanza di mare! 😃

L’acqua è cristallina, bellissima, caraibica. Vento? Quello non manca mai!

Il richiamo della risalita si fa sentire e, confidando di non avere troppo vento contro, risaliamo in sella al nostro scooter.

A parte uno sbandamento, il ritorno va molto meglio e, senza quasi rendercene conto, siamo a Filoti.

Il paese si sviluppa principalmente attorno alla taverna con un grosso platano. Un paio di viuzze caratteristiche, una chiesa molto bella dove accendiamo una candelina: qualcuno da lassù ci ha sicuramente protetto in questa avventura, ed era buona cosa ringraziare!

Torniamo a Chalki passando per la valle di Tragea, tra ulivi secolari: è proprio qui che nasce il famoso liquore Kitron, a base di foglie di cedro, tanto amato dai locali.

Siamo giusti giusti per l’ora dell’aperitivo, così ci fermiamo per uno spritz Kitron in una tavernetta caratteristica. Pausa relax per affrontare gli ultimi 20 minuti di viaggio verso casa.

Facciamo scorta di pane e compriamo un paio di regalini per Giovi, finalmente un po’ di shopping, da una “vecia” del posto che lavora la stoffa: troppo carina per non lasciarle giù quattro soldini.

Il sole sta per tramontare, e qui i tramonti sono veramente spettacolari!

Ci fermiamo alla spiaggia di Orkos Beach/Mikri Vigla, paradiso del kite surf! Giovi se ne innamora… non si sa se dei fisici prestanti e dei tipi molto fighi, o in generale di questo sport così affascinante.

Ci incantiamo a guardare le prodezze e le acrobazie dei super esperti e i tentativi di chi sta imparando, mentre Teo rimembra sconsolato le sue tre lezioni sul lago di Garda in cui, a detta sua, ha solo bevuto tanta acqua!

Compriamo qualcosina al minimarket e, cotti come un’aola, rientriamo a casa.

Le pulizie vengono fatte ogni giorno, quindi troviamo tutto perfettamente riassetto, pulito e profumato.

Serata a base di bruschette e caprese sul nostro terrazzo, cazzeggio e kalispera a todos: “iè sa le ondese”!

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