Settimo giorno: nel cuore della Spagna fino a Toledo

Ci svegliamo tranquilli e finita la colazione ci attiviamo subito per la partenza. Fatta la benza lasciamo la città alle nostre spalle e di nuovo il paesaggio cambia: nel deserto che circonda Saragozza ci sono sta volta segni di vita come capannoni o anche qualche campo coltivato e man mano tutto si fa meno arido, saliamo a quota 1089 metri e poi arriviamo in una zona di terra rossa e montagne squadrate che ricorda la Monument Valley.

Non c’è traffico e per la prima volta stiamo rispettando l’orario promesso dal navigatore.

La vegetazione cambia ancora con campi di grano infiniti e distese di pale eoliche che ci fanno proprio sentire nella terra di Don Quixote.

Dopo circa tre ore di viaggio, superato l’hinterland di Madrid, decisamente non imperdibile, ecco le indicazioni per Toledo.

Ultimi km con Rosa che finalmente dorme, Manuel che si ascolta un po’ di sana musica rock e i ragazzi che se la fanno passare in qualche maniera.

Iniziamo a scorgere il fiume che noi conosciamo come Tejo ma che in Spagna è il Tajo e poco dopo la città di Toledo appare magnifica davanti a noi.

Ci registriamo alla reception del Camping El Greco, il proprietario che a pelle appare subito molto simpatico, ci assegna alla piazzola 33 e ci fornisce le info necessarie.

Parcheggiamo il mezzo e allestiamo tutto (col senno di poi ci chiederemo perché) e tutti in piscina!

40 gradi tondi tondi ma, vuoi che non c’è umidità (non è tanto il caldo, è l’afa) vuoi un po’ di ombra o il refrigerio della piscina, a dispetto di tutti i timori soprattutto della Patty, dobbiamo riconoscere che si sta gran bene.

Ci separiamo in due gruppi: Manuel coi grandi nella piscina grande con vista pazzesca sul centro di Toledo e Patty con Rosa in quella dei piccoli. Il pomeriggio passa in relax dentro e fuori dall’acqua fino che, come al solito, arriva il momento in cui, non senza sforzo, dobbiamo lasciare quello che ci sembra un paradiso per andare a visitare la città.

Questa volta il camping si trova proprio a pochi passi dal centro, ma con una serie di salite e discese tali da rendere proibitiva una passeggiata per raggiungerlo, per lo meno con questo caldo e tre ragazzini a seguito, così dobbiamo fiondarci a prendere l’unico autobus che passa alle 19.20 fuori dall’ingresso del campeggio. Col cuore in gola per la corsa e il fiatone riusciamo per un soffio a salire su e in meno di 10 minuti veniamo lasciati all’Alcazar.

Inizia la passeggiata in questa città affascinante che ci conquista al primo sguardo. Come prima tappa andiamo alla Cattedrale, attraversando così buona parte del Casco Vejo.

In piazza stanno allestendo tutto per il concerto che ci sarà questa sera e noi ne approfittiamo per rifocillare le truppe di bevande e cibo allo stand appena montato.

Un po’ inaspettatamente a Toledo tutti i monumenti chiudono alle 16.30 e così ci limitiamo a vederli da fuori passeggiando per la città. Ci incamminiamo verso la Mosquita del Cristo de la Luz per giungere infine alla Puerta del Sol, punto panoramico dove godere di una bella luce al tramonto.

Usciamo dalle antiche mura e ci infiliamo anche questa volta su due taxi che in 5 minuti ci fanno essere di nuovo al camping.

Sta sera tutto facile: abbiamo un tavolo per 5 prenotato dalle 21 che ci attende al ristorante del campeggio.

La vista al tramonto è mozzafiato, il servizio eccellente, il cibo oltre che bello da vedere, molto abbondante e molto buono. Cosa volere di più per chiudere in bellezza questo Ferragosto un po’ non convenzionale?

Serata perfetta, un po’ di parco giochi e via a dormire che domani si deve partire presto.

Fuori chissà dove c’è una mega festa con musica techno a tutto volume, noi stanchi morti dormiamo lo stesso.

Buenas noches.

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