
La nostra vacanza sta ormai volgendo al termine, ma abbiamo ancora tutta la giornata a disposizione: il volo è previsto alle 19.30.
Ormai sgionfi di sausages, bacon, eggs e tutto quello che ci va dietro, decidiamo di concederci dei tipici pastéis de nata al caffè Lisboa, proprio davanti al nostro hotel. Luciano tu che sai, davanti all’hotel c’è la possibilità di “risalire” post-colazione… insomma, bisogna partire sereni per una lunga giornata! Chi ha orecchie per intendere, intenda! 😂

Per l’ennesima volta rifacciamo i bagagli, che ormai sono diventati dei veri e propri bolognini pur di riuscire a farci stare tutto. Ma impresa compiuta! Anzi, la Leti esclama: «Avrei potuto anche comprare altro!»
Noi, increduli, ci chiediamo seriamente se stia scherzando. Ma ormai è ufficiale: ad honorem viene eletta regina indiscussa degli acquisti in vacanza!
Alle 10 in punto ci aspetta Edoardo per il free tour (free sì, ma con mancetta finale!), che per un paio d’ore ci porterà alla scoperta dei luoghi più interessanti di Dublino.
La prima tappa è il Trinity College, la prestigiosa università di Dublino fondata nel 1592.


Poi percorriamo Grafton Street, una delle vie più vivaci e conosciute della città. Negozi, caffè e artisti di strada qui, agli inizi delle loro carriere, si sono esibiti anche Bono degli U2 ed Ed Sheeran, quando erano ancora dei perfetti sconosciuti.
Passiamo quindi per St. Stephen’s Green, un grande e bellissimo parco nel cuore della città, ricco di alberi, aiuole, laghetti e sentieri.




Il tour prosegue fino alla Cattedrale di San Patrizio e si conclude a Temple Bar, uno dei luoghi più caratteristici e conosciuti di Dublino: stradine acciottolate, pub tradizionali e musica dal vivo praticamente a tutte le ore.





Terminato il tour, salutiamo “er pupo” Edoardo, romano doc, e seguiamo il suo consiglio per un hamburger, tanto per finire la vacanza in leggerezza, da Bunsen.
Abbiamo ancora qualche ora a disposizione e decidiamo di visitare la Cattedrale di San Patrizio anche al suo interno nel corso dell’Ottocento l’edificio rischiò di cadere in rovina. A salvarlo fu la generosità della famiglia Guinness, che finanziò con 150.000 sterline dell’epoca un imponente restauro completo.
Proprio lì vicino, con un biglietto combinato da 16 euro, visitiamo anche la Marsh’s Library, la prima biblioteca pubblica di Dublino, che custodisce circa 25.000 libri e manoscritti.
Una curiosità davvero particolare: sono ancora conservate le gabbie di legno originali nelle quali venivano chiusi i lettori durante la consultazione dei libri più rari, così da impedire che potessero essere portati via.







Purtroppo il tempo a nostra disposizione è ormai esaurito. È arrivato il momento di fare ritorno, riconsegnare l’auto e salutare la nostra fidata compagna di viaggio, che ci ha accompagnato per ben 2.200 km di avventure irlandesi.

In aeroporto passiamo i controlli e il Teo rifila alla Giovi lo zainetto, sostenendo che potrebbe contenere un souvenir sospetto.
E infatti lo zainetto non passerà indenne ai controlli… ma non per il motivo che pensavamo! La colpa è di una “rock”.
Giovi sbigottita: «Ma cosa dice, una pietra?!»
Già… dimenticandosi completamente di aver portato via come ricordo un sasso raccolto nella zona del faro.
Effettivamente, a ben guardarlo, non era propriamente un sassolino!
Il volo, ovviamente, è in ritardo di un’ora, ma alla fine si rientra a casa sereni.

Cara Irlanda, possiamo finalmente dirtelo: ci sei entrata nel cuore.
Con le tue stradine strette che attraversano paesaggi incredibili, le verdi montagne con le pacifiche pecore al pascolo, spesso circondate dall’erica in fiore.
Irlanda delle showers, come chiamano qui gli improvvisi scrosci di pioggia, ma anche dei tuoi cieli blu e dei sorprendenti arcobaleni.
Irlanda alla scoperta di isole remote, spiagge incontaminate e penisole panoramiche.
Irlanda dei cottage colorati e accoglienti, anche nei luoghi più sperduti.
Irlanda delle infinite vallate e dei laghi dal colore della Guinness.
Irlanda del vento che sferza sulle scogliere a picco sul mare.
Irlanda che ci hai regalato due notti da guardiani di un faro, in fondo a un promontorio, in un luogo capace di trasmettere un senso di pace difficile da dimenticare.
Irlanda dei paesini dalle insegne colorate storiche e delle serate spensierate nei pub, sorseggiando fiumi di Guinness e ascoltando la musica di veri artisti, talentuosi e appassionati.
Abbiamo con te però un conto in sospeso: l’Irlanda del Nord, ci piacerebbe mettere piede nei luoghi raccontati da quel podcast sui “Troubles”, dedicato al sanguinoso conflitto nordirlandese, che ci ha accompagnato durante tanti spostamenti in auto e particolarmente amato dalla Giovi.
Ma questa… è un’altra storia!

Comincia la discussione