Évdomi iméra: gita in barca alle piccole Cicladi

Sveglia di buon’ora: il vento è calato ed è il giorno perfetto per una gita in barca nelle Piccole Cicladi, le isolette di fronte alla parte est di Naxos.

L’imbarco è nel piccolo porto di Agia Anna.

Non abbiamo molte indicazioni su dove presentarci. Ci buttiamo verso la prima barca e bofonchiamo qualcosa che neanche noi capiamo… ma nell’elenco non ci siamo! Ci guardiamo intorno e ne vediamo un’altra, ancora più carina, a vela vecchio stile.

Ci annunciamo: siamo nel posto giusto, Azul Cruise. Ci accaparriamo i posti a prua, perfetti per il panorama.

Costeggiamo Naxos, il lato ovest, fino ad arrivare all’estremo sud. Non tira una bava d’aria: dov’è finito il nostro “adorato” meltemi quando serve?

Prima tappa: la grotta marina di Rina, davvero suggestiva. Ci tuffiamo insieme ai turisti di un altro bel barcone. Da ridere vedere in acqua tutti con il “tubone” (del resto, il capitano l’ha vivamente consigliato!). Ma il mare è grande e in grotta c’è un via vai continuo… avanti, che c’è posto!

Finalmente usiamo anche la GoPro che ci invidiano tutti, pure due americane che vogliono una foto per farsela spedire via mail. “What? Yes? Mail?” Segue video con lei che fa lo spelling… ma se pol?!! Non abbiamo capito granché, e credo che la loro foto rimarrà solo nei nostri ricordi.

I colori sono meravigliosi. Veleggiamo… seeee, magari! Attraversiamo il mare per raggiungere la spiaggia appartata di Kato Koufonisi, prima isoletta delle Piccole Cicladi. Lì abbiamo un po’ di tempo per goderci le splendide acque turchesi, fare snorkeling e, alla “Federica Pellegrini dei poveri”, arrancare per risalire in barca. Praticamente siamo gli ultimi!

La crew ha preparato il pranzo: souvlaki (spiedini di carne), insalata greca e un po’ di patate lesse, che qui pare siano molto famose.

Neanche il tempo di digerire e l’equipaggio si rimette all’opera per salpare. Secondo voi c’è da fidarsi del capo brigata tamarro della foto? Infatti, a momenti rischiavamo di lasciare in acqua un ragazzo giapponese, nostro vicino di posto! “Alt, fermi tutti!” — lui, pacifico, se l’è nuotata incurante della situazione movimentata.

Il capitano Nikos, tipico lupo di mare, ci porta poi ad Ano Koufonisi: un’oretta e mezza per esplorare quest’isoletta dai colori del mare strepitosi. Passeggiamo in questo piccolo gioiello, immaginando che vacanza fuori dal mondo sarebbe venire qui fuori stagione. Un paradiso. Peccato per il breve assaggio: meriterebbe di essere esplorata con calma.

Ritorno rilassante, andatura da crociera, musica nelle cuffiette, cullati dalle onde.

Il sole sta per tramontare: alle 19 siamo di nuovo al porto di Agia Anna.

Gyros pita take away da Souvlucky Grill e ultimo tramonto a Naxos, a Plaka Beach, il posto più comodo per non perdercelo. Così, improvvisando, una bella serata.

Piccolo promemoria (che interessa solo a noi): ieri eravamo a Orkos Beach, non a Plaka — piccolo errore di valutazione.

Ci facciamo un “rinforzino” con un’altra pita in due a Micri Vigla e un dolcetto della bakery.

Torniamo a casa già belli cenati: doccetta e relax sul terrazzo, cielo stellato e lievissima brezza… che sogno!

Perfino un po’ di lettura dei nostri libri. Naxos è relax, tanto per citare la famosa frase del Pippo (il fratello della Giovi): “Calmasino è relax!”.

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