Sesto giorno: Peschici mon amour

Questa mattina guadagniamo ancora più visuale grazie alla partenza dei nostri vicini: ci gustiamo la colazione in relax, ma il caldo si fa già sentire.

Sbrigate le varie faccende domestiche, tra cui svuotamento acque grigie senza spostare il camper (e quindi obbligando Manuel a fare la spola decine di volte col secchio), check situazione formìche (oggi apparentemente eliminate, ma non ci facciamo troppe illusioni!) e una pila di piatti accumulati dalla sera prima da lavare, possiamo dirigerci in spiaggia per un po’ di meritato riposto.

Riposo?? Quale riposo?! Manuel ha una sessione di esercizi di ginnastica commissionata dal personal trainer che porta avanti con determinazione. La Antonio e Rosa F.lli S.a.s. conduce l’attività edile di famiglia fino a quando, come spesso accade in queste cose, i due fratelli hanno visioni divergenti e decidono di separarsi e, se Antonio chiude l’attività dandosi al nuoto, Rosa ne apre una in proprio ma più in grande: basta castelli da 4 soldi, si dedica ad un grande progetto destinato a vere principesse!

Superate le 14.30 ci sediamo tutti a tavola: oggi la Patty ha messo a disposizione sul tavolo tutta una serie di ingredienti tra salumi, tonno, salse varie, olive, paté, formaggi, verdure e ciascuno può comporre il suo sandwich personale a proprio piacimento.

Sfamati tutti quanti, Manuel se ne torna in spiaggia in compagnia di niente di meno che José Saramago. Patty&sons se ne restano in camper con aria condizionata “”a manetta” nella missione purtroppo incompiuta di far dormire un po’ Rosa. Niente da fare: chiedere ai due grandi di non far rumore per lasciarla addormentare è stato interpretato per qualche evidente incomprensione linguistica come quando ai concerti dal palco qualcuno urla: “ragazzi fatevi sentire!!”.

Terminato il momento siesta e quello della merenda ci prepariamo per l’impegno della serata: appuntamento a Peschici con Anna, la grande amica di Sofia, in vacanza con la famiglia a Vieste.

Alla reception l’avevano fatta fin troppo facile, ma noi boccaloni ce l’eravamo bevuta: a sentir loro nel giro di 5 minuti ci avrebbero fatto arrivare un taxi. Noi ne aspettiamo 40, ma poi finalmente arriva Arianna ed ecco che a bordo di un mezzo alquanto improbabile, targato Milano dei primi anni Duemila, (ma poi cosa ci avrà mai fatto una pentola vuota davanti al sedile centrale?), imprecando in dialetto pugliese e parlando non si sa con Manuel o da sola, (in ogni caso con lo stesso risultato dato che lui non capiva una parola), in un breve e alla fine spassoso viaggio ci porta fino alla chiesa di Sant’Antonio. Inutile negoziare altri luoghi perché quello è.

A poca distanza ci sono Eleonora, Marco, Anna con Pietro e Andrea che ci raggiungono.

Ed ecco finalmente una Sofia con il sorriso e Antonio contento in compagnia dei ragazzi.

Ci addentriamo tra le viette strette della cittadina vecchia, così affascinante con tutte le sue casette bianche e il blu del mare che ogni tanto si scorge in lontananza. Ogni angolo è da cartolina (spiegazione per la GenZ: trattasi di foto stampata su cartoncino sul cui retro si scriveva un messaggio che inviavi ad amici e parenti che l’avrebbero ricevuta quando tu avevi ormai completamente dimenticato la vacanza).

Arriviamo al castello da cui ammiriamo la vista mozzafiato. Foto di rito e via a cercare un posticino per l’aperitivo!

C’è un bel venticello che finalmente ci rinfresca tutti! Stiamo benissimo a parte Anna che addirittura trema dal freddo; chi ricordava più una sensazione simile?

Ceniamo alla taverna di Peschici i cui tavolini sono disposti all’interno della piazzetta.

Il servizio è molto gentile, ma purtoppo non funziona benissimo: ci eravamo raccomandati che i ragazzi fossero serviti per primi dato che morivano di fame ma arrivano tutti i piatti tranne proprio i loro!

Alla fine arriva tutto e ci riempiamo a sazietà! È necessario un po’ di shopping per smaltire le portate! Cominciamo dalla profumeria accanto al ristorante che ha tutta una varietà di Acqua di Peschici: la Patty con la Ele e le ragazze provano tutte le fragranze ed alla fine ne scelgono una alla mandorla ed una al fico. Si passa poi al negozio di ceramiche e Rosa ne fa anche cadere una che ci tocca comprare: meno male si trattava solo di una calamita da 5 euro!

Ci sarebbe da far shopping ore! Ma il tempo stringe, camminiamo tra le vie super affollate ed arriviamo fino alla pasticceria Cherubini, che sforna sul momento dolci strepitosi. Siamo ancora tutti pieni come un uovo, ma appena entriamo il profumo è irresistibile e in qualche maniera riusciamo a farci stare anche croissant e bomboloni!

È arrivato il momento di salutarci! La nostra taxista ci aspetta di nuovo alla chiesa. C’è un casino di macchine parcheggiate ovunque e deve destreggiarsi per riuscire a passare. A 1,5 km di curve ecco il san Nicola. Aspettiamo che venga a prenderci qualcuno con il golf kart perché non abbiamo nessuna voglia di camminare fino alla piazzola. È mezzanotte, Rosa crolla nel suo letto e finalmente ci sdraiamo anche noi. È stata una bella serata e Peschici è davvero entrata nel nostro cuore.

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *