
Per smaltire la cena, la mattinata inizia di buon’ora all’insegna del fitness: chi corre e chi cammina per raggiungere la spiaggia vicino a casa, attraversando uno spettacolare campo da golf.




Ma in una dimora luxury non poteva non essere di lusso persino la colazione. E infatti supera ogni nostra aspettativa, con dosi veramente generose: pancake formato crêpes, omelette dimensione pizza e french toast con una quantità di burro spalmato decisamente esagerata.
Vabbè, delle successive conseguenze neanche ve ne parliamo… ma chi legge i nostri racconti da tempo sa!





Sotto i saggi consigli della nostra host, partiamo alla scoperta della penisola di Dingle. Il cielo non è dei migliori, ma si sa: qui è tutto un susseguirsi di quattro stagioni in una.
Puntiamo al Conor Pass e, percorrendo una stretta stradina sconsigliata dalle guide ai più ansiosi, arriviamo a scavallare il passo più alto d’Irlanda. Noi, ovviamente, non ci facciamo intimorire e saliamo pure a esplorare una cascata e un laghetto nascosto.







Da qui iniziamo a seguire la strada più scenografica della penisola, la Slea Head Drive: scogliere a picco sull’oceano, spiagge spettacolari e siti archeologici che, lo ammettiamo, noi non ci filiamo!
La strada passa da alcuni spot imperdibili, come direbbero i bravi influencer. Dunquin Pier è probabilmente il punto più iconico e la Giovi ha ormai riempito tutta la galleria del cellulare di foto.







Poi, esce il sole e i colori diventano sorprendenti. Il cielo è quello che possiamo davvero definire tipicamente irlandese: un susseguirsi di nuvole e luce, verde e blu, proprio come lo raccontava la Mannoia ne Il cielo d’Irlanda.
Ci fermiamo poi a Dunmore Head, un promontorio spettacolare affacciato sull’Atlantico e sulle Blasket Islands, nonché location di Star Wars per la gioia degli appassionati.


Pausa con chicken wraps, Coca-Cola e birrette in un pub lungo la strada e poi via, diretti verso il paesino di Dingle.
Passeggiamo tra le casette colorate, i negozietti e gli immancabili pub. Mentre le donzelle si dedicano allo shopping, Gigi e Teo entrano in uno dei pub consigliati, praticamente dentro ad un ferramenta! Stravaganti questi irlandesi.







Facciamo poi rientro a casa per una veloce doccetta, ci hanno riassettato le camere e i vestiti della corsa puzzolenti del Teo sono spariti. Ma non c’è tempo di indagare sulla questione, ci prepariamo per l’evento della serata: il Festival delle Rose di Tralee, poco lontano da noi.
Il paese è tutto addobbato a festa e ci godiamo un super concerto di cover di musica folk irlandese. Attorno a noi gli autoctoni le sanno tutte e cantano a squarciagola: noi, invece, ci limitiamo a ballare… a modo nostro!


Il Teo, ormai con uno stomaco di ferro, non si fa mancare nemmeno un hot dog preso dallo “sporco” di Tralee. Poi, tutti infreddoliti, ce ne torniamo in hotel. Fuori ci sono appena 16 gradi: un sogno!
Magicamente sono comparsi sul letto i vestiti puliti e profumati!
Che meraviglia questi folletti gentili!


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