
Oggi giornata di trasferimento nella contea di Mayo, con un obiettivo ben preciso: puntare dritti dritti verso Achill Island!
Ma davvero pensavate che ci saremmo andati senza neanche una fermata lungo la strada?!
Non sarebbe un viaggio in stile Marcolini Tour!
E infatti, segno del destino secondo Leti e Giovi, la strada passa proprio da Leenaun ricordate?
Maglione, Giovi… ogni lasciata è persa!?
E così, con grande spirito di sacrificio, non possiamo certo resistere: via a riempire le borse di souvenirs, acquistati senza avere la minima idea di dove riusciremo poi a stiparli nei nostri già striminziti bagagli. Ma questo è un problema che affronteremo più avanti.
Prima di arrivare ad Achill attraversiamo la remota e spettacolare Doolough Valley. Anche qui la natura irlandese ci regala uno spettacolo incredibile: il fiordo che si insinua tra montagne verdissime e un cielo azz…
Ah no, quello grigio!


Ma ormai ci stiamo perfettamente ambientando al vero clima irlandese!
Passiamo fra stradine strette che attraversano una miriade di cottage meravigliosi dove in uno di questi adibiti a shop solo la Leti poteva acquistare un fischietto dei pastori per richiamare i cani delle pecore!
Con la scusa, ma lo porto a scuola in realtà ci delizierà durante il viaggio con le sue prove, per la gioia delle nostre orecchie!!
Facciamo una sosta alla Cornrue Bakery di Westport, dove Giovi si scofana quello che, a suo dire, è il più buon cinnamon roll della sua vita.

E finalmente eccoci: arriviamo ad Achill Island, famosa per le sue spettacolari scogliere, le baie dalle acque turchesi e le strade panoramiche affacciate sull’Atlantico.
Per organizzare la giornata seguiamo i consigli del mitico blog di Keith, che ormai possiamo tranquillamente eleggere a nostra guida ufficiale del viaggio: descrizioni precise, dritte azzeccatissime e soprattutto posti che ci hanno davvero svoltato la vacanza.
Cominciamo così a fermarci nei vari punti panoramici.
Prima Cloughmore, poi le bianche scogliere di Ashleam e la sua splendida insenatura.
Il vento sferza le onde dell’oceano, che si infrangono sulle rocce, e il panorama è di quelli che ti lasciano senza parole.
Un paesaggio da godersi in pieno, nella sua selvaggia bellezza.
Peccato solo per un piccolo dettaglio:
ZIO MAGO CHE VENTON CHE GHÈ!



Si riparte e saliamo lungo la stretta strada che porta a Minaun Heights, uno dei punti panoramici più belli dell’isola, con una vista praticamente a 360° dove Leti a momenti entra in macchina di qualcun altro per ripararsi dalla pioggia.
E poi finalmente arriviamo fino in fondo a Keem Bay, probabilmente il panorama più fotografato di Achill.
Che poi… isola sì, ma in realtà penisola, collegata alla terraferma da un unico ponte. Ma dettagli geografici a parte, qui siamo davanti a una meraviglia: una baia a ferro di cavallo, circondata da alte scogliere e montagne, con una strada per arrivarci che da sola vale il viaggio.









Siccome mangiamo poco, i più coraggiosi si sparano pure un hot dog all in, salse, seola e via di sbuffi!
Ormai qua si mangia a tutte le ore.
Ci separa poco più di un’ora e mezza dal glamping di questa notte e la trascorriamo ascoltando un podcast.
Troppa cultura tutta insieme.
Anche Teo, giustamente, ha delle ottime ragioni per farsela passare, quindi lo accontentiamo.
Finalmente arriviamo al glamping.
Il posto è surreale.
In mezzo alla contea di Mayo, dove regna praticamente solo la pace, sono disseminate qua e là delle casette con diversi stili. E noi scoviamo pure la nostra: una specie di casetta hobbit, sembra una favola.





Sbrigate le pratiche del check-in, via subito nella hot tub, già prenotata.
Un po’ di relax al calduccio!
Poi arriva il momento della cena, qui offrono la possibilità di prenotare la pizza.
Vediamo alcune ragazze che se la stanno preparando da sole nel forno a legna e, naturalmente, parte subito l’idea di vedere il Teo, scugnizzo napoletano, cimentarsi nella cottura delle pizze.
Fortunatamente per tutti noi, il gestore tuttofare del glamping decide di salvarci e si mette lui a cucinarle.





Lo vediamo correre avanti e indietro sotto la pioggia: accendere il braciere nella sala comune, alimentare il fuoco delle hot tub e della sauna, passare al forno a legna, sfornare pizze e poi di nuovo via, da una parte all’altra del villaggio.
Dopo cena facciamo un giro per il nostro piccolo villaggetto che sembra tutto da scoprire, tra casette, sentieri e angolini strampalati.




Poi, ci ritiriamo nella nostra casetta hobbit.
Fuori pioviggina ma noi ce ne stiamo al piumone!



Comincia la discussione