Deuxième jour: scogliere, paeselli e mare!

Le prenotazioni, come piacionno a noi: codice per entrare autonomi, no socializzazione con proprietari della casa che tanto non sappiamo sostenere conversazioni ne in inglese e tanto meno in francese e via andare in questo mini appartamentino poco fuori Etretat su una stradina secondaria immersa nel verde.

Intorno alle 9 siamo sulla promenade di Etretat, la spiaggia principale racchiude le due falesie d’Aval e d’Amont, solo da qui si può salire a piedi su una e l’altra… non con la macchina come pensavamo di fare noi ieri! Scegliamo di salire prima sulla Falaise d’Amont godendo del sole che illumina l’arco di roccia di fronte a noi. Complice l’aria frescolina, si sta benissimo, poca gente, ci gustiamo questo posto veramente molto bello (salita di 10 minuti); non arriviamo sulla sommità della seconda ma comunque scattiamo un bel po’ di foto.

Puntiamo ora alla zona denominata Calvados (noto liquore della zona). Ci rimettiamo in macchina alla volta di Honfleur, passando dal Pont de Normandie inaugurato nel 1995 che passa sopra l’estuario della Senna, ovviamente è a pedaggio.

Arriaviamo al paesino portuale con le facciate delle case ricoperte di ardesia molto tipiche. Tutta la zona del porto e delle viette interne ci piace molto. Atelier di artisti e botteghe di cibo ottime. Non ci facciamo ingolosire e proseguiamo il nostro tour.

Puntiamo a Trouville e Dueville ma complice il cielo nuvoloso tutti ié sentadi a magnar e solo per oltreppassare il paese l’è n’agonia. Non troviamo parcheggio perciò solo tour in macchina con la bassa marea che mette in secca le barche che scene incredibili.

Andiamo a ristorarci a Cabourg: in realtà pare di essere a Rimini, il mare della Manica qui non è un granché ma ci sdraiamo al sole osservando i sali e scendi della marea e i fuggi fuggi dei francesi.

C’è caldissimo, noi che pensavamo di andare in giro con il piumino. Cottarelli raggiungiamo la cittadina di Bayeux, un gioiellino di questa zona. Belle viuzze e negozietti di artigiani di porcellana, un acquisto ci sta.

Bayeux è famosa per varie cose: è stata la prima città liberata dagli alleati subito dopo lo sbarco in Normandia, poi per la grande e splendida cattedrale e infine per il famoso arazzo che tutti avrete visto e studiato a scuola! Esatto, il famoso Arazzo di Bayeux! Una lunga lunga tela che descrive per immagini gli avvenimenti chiave relativi alla conquista normanna dell’Inghilterra del 1066. Anche oggi, cultura fatta!

Si va al nostro alloggio per stanotte! E qui proviamo l’ebrezza di prenotare delle chambres d’hôtes, cioè l’equivalente francese dei Bed&Breakfast, solo che in questo caso si tratta sempre di case private di cui i proprietari mettono a disposizione una parte per gli ospiti. E infatti la proprietaria ci accoglie con bocia di un anno in braccio e marito alle spalle che fa da mangiare vista l’ora! Una parlantina in inglese infinita e finalmente ci porta alla nostra stanza in mansarda… l’unico posto dove il Teo è comodo è quando sta seduto in bagno! Ma ci piace, come il paese di Bayeux dove torniamo per cena e serata.

Finalmente si va di piatti tipici: escargot, pollo alla normanna, tartare e crêpes finale! E tra un mercatino e l’altro, ci gustiamo anche uno splendido spettacolo di luci sulla cattedrale!

Bonne nuit les gens!

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