
In una notte buia e tempestosa succede che riceviamo una notizia: siamo stati sorteggiati al “ballot” di Wimbledon e quindi potremo acquistare i biglietti per il torneo!
Passano i mesi ed eccoci qua, ancora mezzi rinco a cercare di alzarci alle 5 del mattino per metterci in partenza. Tutto è pronto e poco dopo le 7 eccoci al Catullo in coda per lasciare la valigia (eh sì! Questa volta niente pesanti e scomodi bagagli a mano da portarci per tutto il viaggio, ma una signorilissima valigiona da 23kg !!).
Siamo praticamente gli ultimi della coda e il gruppetto dietro di noi attacca subito bottone chiedendoci il motivo del viaggio, elogiando Verona& l’Italia e spiegandoci di essere neozelandesi venuti con la nonna in vacanza in Europa.
Finite le formalità col bagaglio saliamo nella nuova parte dell’aeroporto (wow! Anche da noi un aeroporto grande e moderno?!) facciamo i controlli al metal detector e con la polizia per i passaporti, una volata al duty free ed è il momento di imbarcarsi.
Decolliamo puntuali tra i continui (assillanti??!) messaggi che avvisano che “uno dei passeggeri è gravemente allergico alla frutta a guscio pertanto viene chiesto a tutti di non consumare alcuno snack che possa contenerla”: questa tiritera l’avranno ripetuta almeno un centinaio di volte fino al decollo!
Il viaggio procede bene e, neanche a dirlo, il trio era affamato quindi lo stock di brioches Kinder, succhi e sfogliatine di mais si esaurisce in men che non si dica, dovendo ricorrere alle proposte della EasyJet che per dirla tutta non erano così viarie ed invitanti: optiamo per un mega cockie cioccolato e caramello che ci lascia un po’ perplessi. Per il resto del viaggio anziché il warning sulla frutta a guscio, sentiremo: “io ho fameeee”.
Atterriamo e percorriamo l’aeroporto, in un continuo saliscendi tra scale mobili e ascensori, superiamo i controlli in ingresso e via a recuperare bagaglio e prendere un taxi che dovrebbe costare sugli 80gbp e portarci in hotel in 1 ora esatta.

Non è andata proprio così perché per 5 persone si passa ai van “di lusso” e così il ns vito Mercedes guidato da un signore asiatico che non ha detto una parola dall’inizio alla fine del viaggio (pensavamo fosse muto ma poi quando siamo scesi ci ha detto di fare in fretta!!) ci è costato la bellezza di 110gbp e ci è voluta 1 ora e 40 di stradine tortuose che sono passate per ogni paesino/quartiere del sud di Londra. Ma una tangenziale dall’aeroporto non c’era mica?? Boh..
Arriviamo al Park Plaza Hotel Riverbank dove ci accoglie una sorta di maggiordomo in tight che ci prende i bagagli e ci accompagna al check in. L’impressione è quella del mega hotel all’americana, ah che nostalgia il nostro viaggio di nozze!
La nostra camera,a differenza di quanto comunicatoci ieri, non è pronta. Lasciamo tutto nello stanzino e andiamo in cerca di un ristorante. La zona, proprio sulla riva del fiume, è carina e moderna. Veniamo attratti da un pub in legno dai colori pastello che si chiama “the Rose” e decidiamo di pranzare lì con Westminster che si vede alle nostre spalle.


Le attesa non vengono smentite e ci gustiamo delle deliziose bistecche con patatine strepitose e insalata oltre che a due birrette lager che sono scese giù che era una meraviglia! La vacanza sembra iniziata ottimamente!
Al momento del conto vediamo subito che hanno caricato 15gbp di mancia, parliamo per delle spiegazioni e ci dichiarano che è obbligatoria (bugia!! E sempre facoltativa come ci è stato poi confermato anche in hotel!) senza far polemiche paghiamo questa sberla di conto e ce ne andiamo al supermercato: visti questi prezzi e la fame continua dei nostri figli meglio far scorta di viveri!!

Torniamo in hotel e ci viene assegnata la stanza 321: una suite composta da soggiorno in cui i divani sono stati aperti e trasformati in letto, camera da letto bella grande con super armadi e mega bagno con doccia+ vasca. Cosa volere di più?? La vista magari! Ma anche quella si paga profumatamente e quindi anche la nostra posizione affacciata sul retro ci andrà benissimo!
Riposato un pochino scendiamo per una passeggiata con prima tappa Westminster e Big Ben da lì ci dirigiamo alla seconda tappa che è Buckingham Palace ma allunghiamo di pochissimo il percorso e così lungo il cammino passiamo anche da Downing Street e St. James Park (che no, Manuel, non è solo lo stadio di calcio di Newcastle!!).








C’è molto caldo e l’ombra degli alberi era proprio quello che ci voleva!
Attraversiamo il “the Diana Princess of Wales memorial walk” (le cui pietre d’inciampo dorate sono state usate da Rosa come trampolino per i suoi salti😅) e raggiungiamo il parco giochi situato alla fine del giardino verso il palazzo reale.



Lasciamo giocare i bambini in pace e ci riposiamo.
Dopo il parco in altri 3 minuti di passeggiata eccoci a Buckingham Palace!
Purtroppo ne William o Kate passavano da lì e nessuno ci ha invitati ad entrare per la merenda con gli scones e il five o’clock tea…e così ci siamo limitati a sbirciare dal cancello con tutto il resto della folla di turisti!


Foto di rito, viste le guardie marciare, riprendiamo a camminare di ritorno all’hotel passando da altre vie che ci permettono di esplorare praticamente tutta l’area di Westminster.


Ormai sono quasi le 20(21 in Italia ndr) e la stanchezza della giornata inizia a sentirsi. Breve passaggio al Tesco a prendere la cena che consumeremo in camera e consisterà in tramezzini, pomodorini, grissini con crudo di Parma, uova sode e per confortare gli animi dei nostri ragazzi camminatori anche una bella Pepsi Max al limone! Cosa volete di più??
Docciati e pigiamati come al solito il primo che si addormenta è il più vecchio del gruppo. Noi un po’ di switch e qualche puntata di George sul telefono e presto gli facciamo compagnia.

Good night.

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