
Nel silenzio della nostra stanza la notte è trascorsa tranquilla e, complice il fuso orario, eravamo tutti svegli di buon ora.
Senza troppi indugi, ci siamo preparati e recati al primo piano per la colazione: sala stupenda con vista mozzafiato, un bel tavolo rotondo proprio sulla vetrata vista Westminster e ogni tipo di ben di dio disposto ordinatamente intorno a noi. Davvero da sogno!
Non ci facciamo mancare nulla dal dolce al salato e ci alziamo sazi ma consapevoli che i bambini non avrebbero comunque tardato a farci sapere che hanno fame!
Carichi (in tutti i sensi!) per la giornata, andiamo alla fermata del bus dove con grande entusiasmo prendiamo uno dei meravigliosi double decker rossi. Spettacolo!



Scendiamo a London Bridge a da lì con una piacevole passeggiata nel quartiere del Borough Market arriviamo a Tower Bridge dove abbiamo una visita prenotata alle 10.30.









Arriviamo in perfetto orario e una volta entrati Rosa in passeggino va con la mamma in ascensore mentre Manuel coi ragazzi percorrono i 206 gradini che portano in cima a una delle torri (quella Nord). A questo punto una guida dà alcune spiegazioni e viene proiettato un film sull’origine della Torre, dopodiché parte il vero proprio tour che viene fatto da ciascun visitatore in autonomia ed è molto interattivo. In più i bambini hanno ricevuto un libretto carinissimo con varie attività e risposte da dare completate le quali veniva messo un timbro ufficiale: si sono divertiti un sacco e la visita è stata così ancora più piacevole. Da poco tempo, per di più, hanno sostituito parti del pavimento con lastre di vetro che permettono di vedere sotto! Un po’ da brivido ma i ragazzi si sono divertiti tanto, al punto che Rosa saltava dicendo “io non ho paura!”… lei no, ma a noi una certa impressione la faceva!




Alla fine del tour si arriva nella parte sotterranea dove ci sono gli antichi motori alimentati a carbone che azionavano il ponte: si è mantenuta l’autentica ambientazione con ancora le tute degli operai appese al loro posto, gli utensili per la manutenzione disposti in ordine e tutto è rimasto come se fosse ancora operativo.









Terminata anche questa visita si arriva belli belli allo shop fornitissimo di ogni tipo di souvenir dalle borse, borsette, borsettine, alle magliette, i quadri, i pupazzi, vestiti, libri e chi più ne ha più ne metta..tutto stra accattivante, davvero difficile resistere!
Anche noi non ne siamo usciti indenni: una tazza, un puzzle, un quaderno+penna a forma di guardia inglese e due libri per Rosa.

Terminato lo shopping riprendiamo il cammino passando dalla Tower of London (la cui visita ci sarebbe costata più di 130 pounds per cui ci siamo fatti bastare vederla da fuori) e ci dirigiamo verso la zona di St. Katharine Docks per raggiungere il The Dickens Inn dove ci attende un tavolo per 5 per il pranzo.


Non eravamo mai stati da queste parti prima d’ora e così abbiamo scoperto una parte di Londra molto piacevole e per noi ancora sconosciuta. Siamo passati dal cosiddetto “London Pool” una specie di mini canale di Panama che serve per far uscire le barche dal porto e raggiungere il fiume.



Arriviamo quindi alla bella pizzetta dove c’è il ristorante sentendoci quasi al lago di Garda più che in una metropoli. L’edificio del ristorante è splendido: un’antica casa del 1700 ristrutturata e rimessa in funziona nel 1900 da nipote di Charles Dickens!! Che emozione!
Percorriamo le scale in legno scricchiolante e arriviamo all’ultimo piano del ristorante con Rosa apripista al grido di “siamo a Gardaland!!”… in effetti l’atmosfera è un po’ quella! Arrivati su la stanza è meravigliosa con la vista sul porto ma c’è un bel caldo, anche troppo in realtà, chiediamo così di essere messi fuori sul balcone di legno ma purtroppo ci riferiscono che non è possibile avere tavoli da 5 fuori. Strano perché un altro gruppo di 5 italiani arrivato 10 secondi prima di noi era appena stato fatto accomodare all’esterno…. Vabbè!

Ordiniamo: Sunday Beef roast per Manuel e i ragazzi, fish and chips per Patty e Rosa.
Ed ora il secondo mistero di questo locale: vediamo il cibo giacere su dei vassoi del bancone della cucina per almeno una decina di minuti fino a quando quei vassoi ci vengono serviti!! Grande delusione: cibo a malapena tiepido che nonostante il gran caldo non era di certo piacevole. Piuttosto disappointed mangiamo il nostro pranzo ma questa volta col cavolo che gli lasciamo giù 20 euro di mancia, per cui la facciamo togliere dal conto e in men che non si dica dobbiamo rimetterci in moto per la tappa successiva del nostro tour! Siamo infatti diretti al British Museum, che abbiamo già prenotato con ingresso alle 14.30.
Ci incamminiamo verso una zona dove Uber sia più facile da prendere e optiamo poi per un uber X da 4 posti tenendo Rosa in braccio in modo da riuscire a risparmiare qualche sterlina! Stipati come sardine ci facciamo una ventina di minuti di taxi con Rosa che nel frattempo dorme alla grande: ha già imparato che le conviene ottimizzare i tempi e sfruttare ogni occasione per riposarsi!
Arriviamo al British dove c’è una coda infinita sotto al sole per entrare e poi un’altra dentro a un tendone per i controlli ma noi grazie a Rosa abbiamo la corsia preferenziale e non perdiamo neanche un secondo! Grazie Rosa!!


Entriamo al museo e scopriamo subito che è pieno di gente all’inverosimile e che dentro ci saranno almeno 37 gradi. Già perché a Londra questo caldo è una novità e non sono preparati minimamente per gestirlo!
Non troviamo mappe né cartelli che spieghino quindi in pratica non capiamo una mazza di dove andare per di più abbiamo comprato delle audioguide che si dovrebbero scaricare con un app ma non ci hanno dato i codici da inserire. Un casino e nessuno che ci sappia aiutare! Alla fine per fortuna alle casse riusciamo ad ottenere i codici, passiamo anche dal family support dove ci danno un libretto che i bambini dovranno completare per ottenere il distintivo di visitatori top del museo. Scegliamo di iniziare dalla parte della antica Grecia, ma non riusciamo a trovarla, e ci imbattiamo così nel motivo n.1 per cui volevamo essere qui: la stele di Rosetta! Peccato che ci saranno state mille persone a farsi selfie davanti alla stele e altrettante a fotografarla così non è stato facile riuscire a vederla bene ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo anche tradotto dal greco una parola che siamo riusciti a trovare: BASILEION cioè re!
E così mentre Patty e Sofi erano mega entusiaste per la stele, e Rosa aveva ripreso a dormire alla grande, i maschi volevano scappare a gambe levate dalla bolgia infernale!
Riusciamo però finalmente a raggiungere le sale dell’antica Grecia e da lì cominciamo a fare le attività del libretto. Sofia e Antonio si entusiasmano subito e per un’oretta visitiamo tutto super attentamente: dai fregi del Partenone al tempio di Nereide ai vasi delle civiltà minoiche e micenee. Bellissimo quasi al punto da dimenticarsi del caldo.. o magari il caldo è proprio quel fattore ad hoc per dare al visitatore la sensazione di trovarsi davvero in Grecia??!
Sofi intanto ha fatto un vero reportage fotografico delle cose viste al museo!


Ottenuto il distintivo con tanti complimenti dalle addette del museo, e va detto, nessuno è migliore degli inglesi nel complimentare qualcuno, usciamo e ci sembra finalmente di essere al fresco.
La prossima destinazione è Hyde Park dove ci incontreremo con Ines e Joe. Andarci coi mezzi avrebbe voluto dire prendere un paio di metro e camminare un tot perciò utilizziamo la solita tecnica di spostarci un po’ a piedi direzione parco e prendere un Uber da 4. In men che non si dica ecco che una Toyota è da noi, ma quando vede che siamo in 5 non vuole saperne, spighiamo che tanto Rosa sta in braccio ma nulla da fare, se ne va e noi ci rimettiamo pure 8 sterline.. la prendiamo con filosofia: sbagliando si impara!
Chiamiamo un Uber XL e arriva una Kia nuova di palla con l’unico driver simpatico finora incontrato! Un somalo che sogna di visitare l’Italia e tiene all’Inter! Grandi chiacchierate tra lui e Manuel mentre attraversiamo Soho e China Town cercando di avvicinarci al parco ma c’è un traffico pazzesco. Per fortuna che il nostro taxi driver è sgamato e non fa le vie segnate da Uber ma altre scorciatoie e riusciamo così ad accelerare un minimo i tempi.
Ci facciamo lasciare vicino al parco giochi pensando che sarebbe stato carino e i bambini avrebbero potuto sfogarsi un po’, soprattutto Rosa. In realtà il parco giochi non era nulla di che e soprattutto completamente al sole. Stendiamo la nostra coperta da pic-nic portata appositamente per i parchi nella poca ombra presente e intanto Rosa si spara la sua solita mezz’oretta di altalena stra meritata tra l’altro!
Dopo un po’ anche Ines e Joe riescono ad arrivare! Che bello riabbracciarli! Stiamo ancora un po’ a giocare e poi ci spostiamo verso Italian Gardens dove c’è un caffè, sperando di poterci sedere e bere qualcosa magari al fresco. Il caffè è piccolo ed è completamente preso d’assalto quindi prendiamo bibite da asporto e ristendiamo la coperta ai giardini italiani. Si sta benissimo! Ci facciamo un paio di orette in relax godendoci la temperatura finalmente gradevole e la compagnia dei ragazzi.


Ormai si è fatto tardi e arriva il momento di rientrare in hotel. Il traffico è tale per cui l’unica possibilità è prendere la metro. Per fortuna ci sono anche loro a darci una mano e così Manuel e Jo portano in passeggino giù dalle varie rampe di scale mentre Ines ci aiuta con gli zaini! C’è caldissimo pure in metro ma va bene, non c’è troppa gente e dopo un cambio e altre poche fermate arriviamo a Vauxhall dove ci separiamo e così mentre loro prendono il treno per andare a casa noi in 10 minuti di passeggiata all’ombra e con una bella arietta siamo al Park Plaza.
Doccia al volo per tutti e servizio in camera perché ormai non c’erano più le forze per fare un passo in più! Club sandwich, insalata greca e minestra di porro: la cena è servita! Mangiamo e poi ognuno nel suo letto a parte Rosa che entra in camera nostra dicendo: ho scelto che questa notte dormo con voi! E così sia, c’è posto per tutti!
Good night.

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