Primo giorno: il grande viaggio…Provenza arriviamo!!

Quasi fin da subito quando abbiamo deciso di comprare questo camper abbiamo anche stabilito che le vacanze di quest’anno le avremo trascorse in un nuovo viaggio per raggiungere il Portogallo. Tre settimane a disposizione per visitare, arrivare, riposare, ripartire senza mai ripetere tra andata e ritorno le stesse tappe, ma oltre tutto senza ripetere le tappe del primo mitico viaggio in quella assurda indimenticabile estate covid 2020.

Mesi di studio sui possibili percorsi da fare più o meno sempre terminati in un nulla, capisaldi crollati come castelli di carte con tutto il percorso da rivedere dall’inizio: ad un certo punto sembrava davvero una missione impossibile trovare un itinerario che si adattasse a tutte le esigenze fino a quando, messi alle strette, siamo riusciti a trovare una quadra. Infrangendo subito una regola: la prima tappa finirà per forza deve era finita anche la prima tappa di 5 anni fa e cioè a Cagnes-sur-mer in Provenza.

Sapevamo già che attraversare la Liguria nel week end prima di Ferragosto non sarebbe stata certo una passeggiata e così, finito di caricare tutto (o così ci sembrava!) intorno a mezzanotte, alle 4.30 siamo già operativi per terminare di caricare ciò che manca ossia cibo che va in frigo e le bici. Più rapido a dirsi che a farsi, tra una cosa e l’altra partiamo da casa che sono già le 6.20 col camper stipato di tutto il possibile immaginabile ma almeno in perfetto ordine!

La prima parte del viaggio scorre tranquilla, con strade, al contrario di ogni previsione, non troppo trafficate, per non dire deserte in certe zone tra Piacenza ed Alessandria: una meraviglia! Il navigatore mette arrivo alle 11.45 ma non siamo così sprovveduti da farci troppe illusioni. Anche tardare di un’oretta ci andrebbe comunque di lusso.

Il sonno si fa un po’ sentire: pausa caffè al volo in autogrill per Manuel e si riparte.

I ragazzi si intrattengono un po’ con le sorprese fatte trovare alla partenza (rush hour -hai visto mai! – materiale per lavoretti, pennarelli, didò, etc) ma col passare del tempo la pazienza diminuisce e la stanchezza aumenta: l’unica soluzione restano film, cartoni e switch di cui Antonio era in astinenza da ben 2 settimane!

L’ora di arrivo sul display si allontana sempre più, alternando momenti in cui il traffico è completamente fermo ad altri in cui esultiamo perché stiamo facendo gli 80km/h e manco il tempo di finire la frase che siamo già fermi un’altra volta.

Siamo tutti stanchi, ma cerchiamo di mantenere la calma ripetendoci che sapevamo da subito che era probabile che sarebbe andata così. Tra una coda e l’altra ecco che finalmente i bambini crollano e almeno loro possono riposarsi un pochino.

Mancherebbero 160km a destinazione e il navigatore prevede che ci vorranno ancora 3 ore di viaggio. Forza e coraggio piano piano, 1 km alla volta, spesso a passo d’uomo, raggiungiamo la frontiera con la Francia, augurandoci che varcato il confine le cose vadano meglio: non è del tutto così, si va sempre come delle lumache e siamo anche ormai entrati in riserva ma mancano pochissimi km e cerchiamo di arrivare il prima possibile al campeggio.

Finalmente, passate da poco le 14 riusciamo a varcare l’ingresso del camping Le Colombier, situato in una verde zona interna della città, verso la città antica e le colline. Il campeggio è minuscolo e veniamo cordialmente accolti dall’anziana coppia di proprietari che ci hanno parlato un bell’italiano con quell’accento francese che ha sempre quel non so che di fascino e anche se avevamo già pagato tutto in anticipo vai con altri 7.50 euro di eletrcitè che nei 74 euro già versati non era inclusa! Alè!

Raggiungiamo la piazzola “confort” (a loro dire almeno) in due secondi e praticamente molliamo il camper con unica intenzione: quella del minor sforzo e massima rapidità possibile. Dato che la piazzola è triangolare in pratica per non fare manovre lo abbiamo piazzato bellamente in mezzo tanto come spazio ci stiamo e soprattutto dobbiamo restare una sola notte. Siamo arrivati da pochissimo ed eccoci già con le gambe sotto al tavolo a gustarci l’insalata di riso preparata ieri sera ignari su come sarebbe andata la giornata di oggi ma con una grande certezza: saremo stati affamati!

Segue relax prima in piazzola, poi ci spostiamo nella piscina dall’altra parte della strada raggiungibile da una scaletta in mezzo a quella che sembra una piccola foresta.

La piscina ed il paesaggio circostante sono magnifici e fino a dopo le 17 ci siamo solo noi che ci sentiamo subito a casa nostra ma anche quando più tardi arrivano poche altre persone che magari erano in cerca di quiete e relax poverette non si può dire che abbiamo trovato pace e silenzio!

Si sta benissimo: la temperatura è ottima e si potrebbe anche star cosi fino a ora di cena, ma avevamo deciso di visitare l’Haut de la cite (il borgo medievale dove è sorta la città di Cagnes già in epoca romana). Trasciniamo i bambini fuori dall’acqua, tutti in doccia e a cambiarsi. Antonio non la prende bene e cerca in tutti i modi di fare ostruzionismo al nostro programma, ma siamo determinati e andiamo avanti.

Passate alcune vie un po’ anonime eccoci ai gradini che portano al cucuzzolo della collina dove c’è la città vecchia.

Rosa è entusiasta sebbene questa prima parte nonostante i bei colori sembri in alcuni punti un po’ squallida ed abbandonata. Non incontriamo nessuno. Arrivati verso la cima però si entra nella parte murata ed è come se uno scrigno contenente un tesoro si aprisse.

Raggiungiamo Place Grimaldi e il castello, il punto più alto e panoramico della cittadina. La piazza è carina e autenticamente francese con gli immancabili campi da bocce.

Aperitivo in piazzetta con Orangina per noi romantici nostalgici e coca per i gen zero con patatas bravas e pollo croccante. Ci costerà come una cena vera ma ogni tanto ci si deve anche premiare e premiare soprattutto chi ancora stanco per una settimana di campo scout alle spalle non ne voleva proprio sapere di arrampicarsi fin qua su!.

Il ritorno in discesa al campeggio prosegue piacevole tra il profumo degli alberi di fico che si trovano un po’ ovunque.

Il programma sarebbe quello di giocare a Ping-pong mentre mamma Patty si dedica alla cena ma sorpresa: è finita la bombola del gas! Riuscirà il nostro eroe Manuel a capire come cambiarla?? Sembra facile eppure.. alla fine dopo qualche tentativo fallito ecco che la missione è compiuta e si può dar seguito a quello che avevamo pianificato, ma sopratutto la cena è salva!!

Polpette e verdure per cena, caffè e cookies per concludere. Rosa ko. Noi più o meno nella sua stessa situazione. Sono passate da poco le 22 e finalmente regna il silenzio.

È stata una lunga ma, nonostante tutto, bell giornata. Bonne nuit.

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *