
La notte trascorre col ronzio delle zanzare di sottofondo, ma siamo così stanchi che in qualche maniera dormiamo lo stesso fino alle 8.30 passate mentre intanto veniamo praticamente divorati.
Colazione con tutti i crismi: pane tostato, burro, marmellata, succhi a scelta tra ace e melograno, e altre varie ed eventuali.

Ci vestiamo un po’ alla svelta e ben prima delle 10 siamo in sella alle bici direzione centro storico di Avignone.




Senza fatica arriviamo all’imbarcadero: il nostro host tuttofare del campeggio ci ha detto che dalle 8 del mattino parte una barca ogni 15 minuti. Siamo presto raggiunti da altri turisti, tra l’altro anche un gruppo di portoghesi in vacanza con delle super bici e un bassotto con tanto di mini casco!
La barca però non arriva così leggiamo il cartello: prima partenza ore 11! Sono solo le 10 e così in centro ci andiamo in bicicletta.




Varchiamo le mura della città e iniziamo a pedalare in salita: che fadiga!! Al primo buco che troviamo, fortunatamente subito, lasciamo le bici ed iniziamo a esplorare questa città medievale, naturalmente a cominciare dai suoi negozietti di souvenir provenzali. Rosa in versione “I love shopping” è irresistibile e dobbiamo fare le nostre per impedirle di toccare tutto e farle capire che non possiamo comprare tutto!

Tra un negozio di lavanda, spade di legno o vestiti provenzali e l’altro, ecco che arriviamo alla Place di Palais dove, appunto, si erge davanti a noi maestoso ed imponente il palazzo dei Papi, che dal 1309 a partire da Papa Clemente V e per una settantina di anni cioè fino a Gregorio XI, lasciata Roma stabilirono la loro sede ad Avignone rendendola così importante e ricca di monumenti.




Dopo aver rifornito di acqua e cibo le nostre truppe, riprendiamo la spedizione per vedere i giardini, dato che anche vista la coda per la biglietteria ed il caldo incalzante avevamo comunque escluso di visitare l’interno del Palazzo.
Arriviamo in cima alla collina del Duomo, punto panoramico dal quale si può entrare ai giardini. Tranne quest’anno perché per dei lavori di restauro l’unico punto di accesso è dal basso, vicino ai bastioni e alla porta nord di ingresso in città.
Ne approfittiamo per goderci la vista, con Rosa sta volta in veste di “guida turistica” e facciamo qualche foto per poi ritornare alle bici.









Dopo un piccolo problema tecnico alla catena di Sofia scesa nel bel mezzo di una discesa, ma prontamente risolto dai nostri meccanici Manuel e Antonio, arriviamo alla porta ma per andare ai giardini ci sarebbe una mega salita da fare. Considerati i già 36 gradi esterni e che ormai è presto mezzogiorno, assecondiamo i ragazzi che non ne volevano proprio sapere di procedere con ulteriori visite e ci dirigiamo all’imbarcadero. Peccato che arriviamo proprio nel momento esatto in cui stavano togliendo gli ormeggi, ma sono gentili e quando si accorgono di noi, li rimettono e ci fanno salire. L’attraversata dura davvero pochi minuti e ci fa risparmiare un bel pezzo con la bici. Merci al capitano che ci ha fatti salire a bordo!!


Riprendiamo il percorso sulla ciclabile e arriviamo al campeggio.
La Patty si mette subito al lavoro in cucina mentre gli altri si rinfrescano in piscina.
Oggi cous cous con verdure, divorato voracemente da tutti.
Pennichella sull’amaca per la Patty, relax in camper per il resto del gruppo.
Segue pomeriggio in piscina tra gare di tutti i tipi (tuffi, apnea e chi più ne ha più ne metta) mentre Rosa pesciolina sguazza nell’acqua alta 30 cm inventandosene sempre una di nuove.



Ceniamo in piazzola con menu a base di ciccia da leccarsi i baffi.
Per dessert ci prendiamo un gelato al bar del campeggio e ci rilassiamo godendoci la temperatura piacevole quando un bambino completamente abbandonato dai suoi che si godono tranquilli la cena, decide di farsi adottare da noi. Tutto bene fino a quando inizia a tirarci dei sassi: eh no, bambino, desolè ma di marmocchi ne abbiamo già tre e non stiamo certo qui a farci infastidire!

Rientriamo alla base dove Manuel inizia già con le manovre in vista della partenza, in particolare il carico delle bici che per qualche motivo porta sempre via un’ora.
Il camper è bello fresco e sembrerebbe che non ci siano zanzare. Domani lo scopriremo.
Bonne nuit.

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