Ékti iméra: ancora mare e spiagge, e il paese di Naxos

Le fatiche del giorno precedente si fanno sentire eccome! Nessuno si sogna di uscire a correre o a camminare: si dorme di gusto fino alle 8.30!

Colazione da campioni handGiovimade, con le brioche vuote comprate il giorno prima in una bakery e riempite con banana e Nutella.

Con questa carica puntiamo alle spiagge poco più a nord di dove ci eravamo fermati ieri a guardare i kitesurfisti. Siamo a Plaka Beach: una lunga, lunghissima spiaggia di sabbia chiara e mare turchese davanti! Ogni tanto qualche lettino, riservato ai ricconi che dormono da quelle parti, ma tanta spiaggia libera… altroché Mykonos! Ci piazziamo all’inizio, dove sembra un po’ riparata dal vento che oggi è mooooolto normale!

Bagnetto e passeggiata — si sa, la Giovi non riesce a stare ferma — altro bagnetto e aperitivo a un food truck — si sa, il Teo ha sempre fame — e in un attimo è già ora di pranzo!

Solita ma deliziosa pasta al pesto, con tonno e uova, mentre ci godiamo lo spettacolo di un cucciolo di cane che corre impazzito bucando palloni, rubando asciugamani e distruggendo castelli di sabbia. Tutti se la ridono!

Troviamo un po’ d’ombra per resistere alle ore più calde, ma quando non ce la facciamo più… un tuffo risolve ogni problema! Vorremmo restare fino a sera, ma intorno alle 16 facciamo rotta a casa per una doccetta, un cambio d’abito e poi… seratona nella Chora di Naxos!

Mezz’ora di motorino lungo la litoranea — anziché i monti del primo giorno — e siamo nel piccolo paesello, con il suo perfetto stile fatto di casette bianche, piccole viuzze e un sali e scendi di gradini, ognuno diverso dall’altro. Che belle le Cicladi!

Raggiungiamo il Castello Veneziano, poi cerchiamo un posto prenotare già la cena grazie ai sempre fidati consigli di Lori & Franci… ma ci torneremo. Quando è ora del tramonto, ci dirigiamo — assieme a pochi, pochissimi intimi — al punto più “instagrammabile” di Naxos, il suo simbolo: la Portara. Si tratta di una “porta” alta sei metri, l’unica parte restante del tempio di Apollo. Ogni sera qui si raduna il 50% della popolazione dell’intera isola… presumiamo!

Altra chicca: si dice che, se riesci a fotografare l’istante in cui il sole tramonta esattamente nel mezzo della porta, ti accadranno cose belle. Soldi, fortuna, salute, il Verona che vince il campionato, diventi campione di trail running, smetti di lavorare… boh, vediamo che succede. Noi ci abbiamo provato!

Sistemata porta e tramonto, si va al ristorante Meze2. Sul lungomare, parrebbe la solita trappola per turisti, ma ragazzi… che magnata! Giro di antipasti e poi Saganaki del Pescatore (una padella di gamberi, cozze e calamari con super sugo di pomodoro e formaggio) e Salatouri, insalata di pesce razza. Dessert offerto! Grazie amici per il consiglio!

Ancora due passi per il paese e, con la scusa di favorire la digestione, la Giovi non perde occasione per fare acquisti. Poi 30-35 minuti di motorino nella campagna nassoniana e arriviamo sani e salvi all’appartamento. Incredibile: non tira una bava d’aria!

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