Quarto giorno: Venaria Reale

Giorno di Pasquetta corrisponde a giorno di saluti: il gruppetto che si è formato in questi giorni deve separarsi per andare ciascuno per la propria strada. I primi sono i fratellini “sardi” che vengono alle 8 precise per salutare Sofia e Antonio, poi ci sono Arianna e famiglia con cui in realtà restiamo a chiacchierare ancora un bel po’ dato che nessuno di noi ha troppa fretta di partire, e intanto Antonio saluta anche il ragazzino tedesco, nome non pervenuto, l’unico che non lascia l’area di sosta.

Scambiati i numeri di telefono con tutti, ci dirigiamo alla vicina reggia di Venaria Reale, ma prima scarichiamo le acque e andiamo a fare diesel. Ahi!! che dolore fare il pieno di questi tempi! Ma il dispendio economico è nulla rispetto alla fatica mentale di questa mattina per sopportare i nostri figli maggiori, che si sono alleati in un simpatico concerto di lamentele perché loro a vedere una reggia inutile non ci vogliono proprio andare!! Il concetto è stato ripetuto infinite volte, senza tanti giri di parole e non c’è stato nulla che sia servito a farli smettere.

Troviamo uno spazietto per parcheggiare il nostro camper senza però capire dove sarà di preciso l’ingresso alla Reggia. Google Maps ci fa fare un giro assurdo, allungando il percorso già impegnativo per i minuti contati ed i mugugni di sottofondo sempre più difficili da tollerare.

Arriviamo alla residenza reale e scopriamo che siamo in anticipo di mezz’ora: in tutto sto casino la Patty ha letto male il biglietto e la nostra entrata era prenotata per le 13.30 e non per 13 come avevano sempre creduto.

Poco male: ne approfittiamo per pranzare abbuffandosi di torta pasqualina, uova, panini, grissini, patatine e tutto ciò che era stato portato per il pic nic di Pasquetta.

I bambini giocano con le fontane a spruzzo e sembrerebbe quasi che i giochi d’acqua e la pancia piena li avessero resi più mansueti: niente di più sbagliato purtroppo.

Entriamo e ci aspetta Lavinia, bravissima guida che ci accompagna per un tour di guidato assieme ad un gruppo di persone (tutte adulte come ci fanno prontamente notare i nostri figli).

Iniziamo con le origini della famiglia Savoia, di cui ammettiamo la totale ignoranza, e visitiamo prima il piano di servizio con le numerose cucine (la notizia di una cucina specifica solo per gli arrosti ha fatto scoprire a Manuel un desiderio che non sapeva di avere) per poi salire al piano nobile dove si trovano gli appartamenti reali di questa residenza di caccia.

Il clou della visita, almeno per la Patty, sarebbe dovuto essere il parco con la fioritura dei ciliegi (periodo consigliato per vederla al meglio 29 marzo-6 aprile), ma i fiori non ci sono più: delusione!!

Aspettativa:

Realtà:

E così per noi la visita termina qui!

Un pizzico di amarezza e di stanchezza ci fanno inizialmente essere delusi, ma poi ci rendiamo conto che essere genitori è sempre più difficile così come cercare di proporre cultura e fatica anziché divertimento pronto al consumo e quindi, qualunque sia stato il risultato, non possiamo che essere orgogliosi di noi.

Ricorderemo di sicuro questo viaggio a Torino, città che ha davvero tanto da offrire a tutti e per dirla con i Subsonica:

“Dai virus della mediocrità
Dai dogmi e dalle televisioni
Dalle bugie, dai debiti
Da gerarchie, dagli obblighi e dai pulpiti
Squagliamocela
Nei vuoti d’aria della realtà
Tracciamo traiettorie migliori..”

Saliamo in camper e facciamo rotta verso casa con tante emozioni nel cuore.

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