Terzo giorno: cinema e auto che passione!

È la mattina di Pasqua, il sole splende, ognuno ha ricevuto l’uovo di Pasqua che più desiderava e ci sono tanti altri ovetti da cercare in mezzo ai fili d’erba!

Ben presto la piazzola si riempie di bambini, gli amici di ieri che riprendono i giochi. Per una volta che eravamo mattinieri rinunciamo a una parte del programma per lasciarli in compagnia e prendiamo tutti insieme il taxi per il centro dove ci separiamo per proseguire ciascuno per la propria strada.

Noi siamo diretti alla Mole Antonelliana, ma visto che abbiamo un po di tempo ci fermiamo ai Giardini Reali per un po’ di parco giochi.

Forse non tutti sanno che: la Mole Antonelliana era inizialmente stata commissionata per farne una sinagoga, ma il signor Antonelli si è fatto un po prendere la mano e non la finiva più di farla crescere in altezza, fino a farla diventare la torre in mattoni e pietra più alta d’Europa! Così è stata utilizzata come palazzo civico per mostre ed eventi e dal 2000 è diventata la sede del Museo del Cinema.

Al Museo del Cinema ci aspetta Giulia, la nostra guida, che ci accompagna in un tour privato per spiegarci le origini della Settima Arte a partire dalle ombre cinesi, passando per la nascita della fotografia con la camera oscura, fino ai fratelli Lumier.

È stato super interessante e molto interattivo: decisamente da consigliare anche perché avere una guida tutta per noi ci ha permesso di conoscere molte più cose e di evitare la ressa che in questi giorni caratterizza tutti i musei della città. Finito il tour ci separiamo da Giulia e saliamo al secondo piano dedicato alla storia del film.

Spettacolare: ci sono tutti i film e gli autori che hanno fatto la storia, piani e piani di collezione, maxi schermi e poltrone per vedere le proiezioni! Da restarci giorni interi!

Saremmo davvero rimasti ancora molto, l’ascensore per la cupola non era stato possibile prenotarlo perché già sold out, e a malincuore lasciamo la Mole per andare al ristorante con una passeggiata di una ventina di minuti, scadenzati passo per passo dalla domanda: QUANTOMANCAAA?!!

Finalmente raggiungiamo ENÒ, consigliato da Davide, torinese doc che ci ha dato moltissime dritte. Stranamente non si tratta di un ristorante di cucina piemontese e i piatti hanno tutti nomi particolari: scegliamo POLP FICTION, BIG BEN, GENOVESE.. tutto buonissimo compresi i dolci, ambiente informale e stimolante ma ritmo piuttosto lento al contrario dell’ottima musica di sottofondo.

Stiamo a tavola oltre due ore e ci alziamo davvero sazi. Facciamo una passeggiata fino al Parco del Valentino e da lì partiamo in taxi per il MAUTO, il Museo dee l’automobile di Torino.

Arriviamo proprio all’ultimo secondo e già ci attendeva Mara, la guida che ci porterà in tour con altre famiglie a scoprire come sono nate le automobili a partire dall’invenzione di quel geniaccio di Leonardo Da Vinci. Ovviamente in gruppo con noi non poteva mancare il bambino sapientino di turno che irritava i nostri ad ogni uscita, ma il giro è stato davvero interessantissimo con pezzi storici unici ed un laboratorio finale che ha accontentato tutti.

Ad essere precisi c’era anche chi durante il laboratorio faceva altro..

Abbiamo poi completato la visita con la sezione da sogno dedicata alle Ferrari e alle Formula 1 dove tra tanti cimeli c’è una delle monoposto guidate da Senna.

Occhi a cuore per Antonio che ha scelto la sua preferita: un modello da 4 mln che purtroppo non crediamo gli verrà regalato per la Prima Comunione.

È giunta l’ora di rientrare e, dato che questa zona del Lingotto è agli antipodi del nostro campeggio, non ci resta far altro che chiamare un taxi. 40 minuti in compagnia di un tassista molto simpatico, camperista incallito, con cui chiacchieriamo piacevolmente fingendo di ignorare il tassametro che nel frattempo raggiungeva cifre da paura. Ci è costato una fortuna questo viaggio, ma tutto ok.

Facciamo cose da camperisti tipo svuotare le acque, mettere cunei etc e intanto i bambini spariscono accolti dagli altri che li stavano già aspettando ansiosi.

Antonio aggiunge al gruppo anche un piccolo tedesco e ogni tanto viene a chiedere alla Patty di tradurre frasi da dire al bambino.

Rosa diventa amica di Arianna ed è felicità allo stato puro avere finalmente anche lei un’amica personale.

I genitori di Arianna sono viterbesi simpaticissimi e Manuel passa la serata a chiacchierare con loro ricordando i luoghi della sua gioventù di studente. Loro invece hanno lavorato a Mantova e amano Verona, ci sono tutta una serie di coincidenze sorprendenti.

A forza di chiacchiere si fa tardissimo, i nostri grandi rientrano alla base e volano e letto, più difficile con Rosa adrenalinica, ma in un modo o nell’altra va a dormire anche lei.

Non è stata la Pasqua della tradizione, ma rimane una bella giornata in famiglia da ricordare.

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *