
Bisogna pur smaltire tutta la paella ingerita ieri!
Ma gli unici davvero coraggiosi sono Teo e Luci, che all’alba si sparano 10 km di corsa con la naturalezza con cui una persona normale si gira dall’altro lato del letto. “Risveglio muscolare”, lo chiamano loro. Gli altri tre, più saggi e sicuramente meno atletici, restano fedeli alla vera tradizione valenciana: colazione monumentale con dolce e salato del Mercado Central.
La mattinata è dedicata alla cultura e alla scoperta dei principali monumenti della Ciutat Vella.
Alle 9 l’unico edificio aperto e visitabile gratuitamente è il Ayuntamiento de Valencia, il municipio. Un palazzo elegante e sontuoso, con una terrazza panoramica affacciata su Plaza del Ayuntamiento che oggi, senza il caos e la folla dei giorni precedenti, sembra una cartolina.







Ci spostiamo poi alla La Lonja de la Seda e siamo addirittura tra i primi ad entrare. Questo edificio gotico, patrimonio UNESCO, era l’antica Borsa della Seta: qui, nel Quattrocento, mercanti e commercianti concludevano affari. La Sala delle Colonne, con quei pilastri attorcigliati che sembrano palme di pietra, fa capire immediatamente quanto Valencia fosse ricca e potente all’epoca. Tutto questo per la modica cifra di 2 euro.







La tappa successiva è la cosiddetta “Cappella Sistina valenciana”, ovvero la Chiesa di San Nicolás. E il soprannome non è affatto esagerato. Un’esplosione di affreschi, oro, decorazioni barocche e dettagli gotici che ti obbligano a camminare con il naso all’insù rischiando il torcicollo permanente. Ottima scelta aver comprato i biglietti online e saltare la coda come dei professionisti del turismo organizzato. Alle 11 spettacolo di luci all’interno della chiesa, molto suggestivo e poi audioguida gratuita.





Non ancora sazi di cultura, completiamo il tour con la Cattedrale di Valencia. La parte più affascinante è sicuramente la cappella che custodisce il Santo Graal: secondo la tradizione sarebbe proprio la coppa utilizzata da Gesù durante l’Ultima Cena. Vera o no, diciamo che gli spagnoli la raccontano con convinzione.






Per contribuire ulteriormente a farci venire fame, decidiamo di salire anche i 216 scalini a chiocciola di El Miguelete, il campanile della cattedrale. Tre euro non compresi nel biglietto, naturalmente, perché la sofferenza fisica va pagata a parte. Però la vista a 360 gradi su Valencia ripaga ogni gradino.






Per pranzo ci immergiamo nel celebre Mercado Central de Valencia, tra banchi di frutta, verdura, pesce, carne e dolci! Ovviamente non ci facciamo mancare un bocadillo con jamón, accompagnato da birra, bibite improbabili, un chupito di cazalla — una specie di sambuca che probabilmente disinfetta anche l’anima — e una lemon pie con merengue! Che bontà!






Alle 15 si riparte verso l’aeroporto.
Purtroppo la vacanza sta per finire.
Valencia resta una città piena di vita, tradizioni, feste, cultura, buon cibo, mare e relax.
E come ogni anno, abbiamo capito una cosa fondamentale: per trovare il sole al compleanno della Giovi bisogna andare in vacanza. Se poi si è in compagnia degli amici più cari, ancora meglio!

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