Quintu jornu: spiaggia di Michelino, Pizzo e il suo tartufo… e si torna!

“La Calabria. Cielo, mare, terra, pietra, e a ogni tornante respiri un colore, un profumo, un segreto. (Cit.)”

Inizia il nostro purtroppo ultimo giorno in questa terra. Dal nostro terrazzo ammiriamo ancora i colori del mare e del cielo che si mescolano e che cambiano velocemente, con il profumo di bergamotto (o forse qualcos’altro…) ad accompagnarci durante la colazione.

Ma c’è ancora un oggi da vivere assieme, e cercando di non perdere ulteriore tempo raggiungiamo la famosa spiaggia di Michelino. Ogni piccolo ma infinito scalino per arrivarci è ripagato dalla bellezza che appare ai nostri occhi. E nulla cambia se oggi il tempo non è dei migliori, se addirittura piove. Esatto, in Calabria!

Acqua cristallina, una spiaggia ancora un po’ deserta, scogli e colori ogni dove.

Arrivano i ragazzi e inizia la festa: palloni, tuffi, previsioni delle partite mondiali. Il sole torna e si fa sentire sulle nostre spalle coperte di salsedine.

Poche ore a gustarci questo paradiso e poi torniamo in appartamento. Un ultimo bagno in piscina, qualche chiacchiera coi vicini, una pasta al tonno con ‘nduja. Un incendio in lontananza, un altro profumo che ci mancava. 

Ringraziamo i padroni di casa, e forse un po’ sognando, ci promettiamo di rivederci, che torneremo!

E poi giù dai nipoti, per i saluti di rito annaffiati dal gentil gesto di Giampietro che oltre al caffè  ci dona un amaro del Capo ghiacciato al punto giusto. 

C’è un volo di ritorno, un aeroporto che ci attende ma prima l’ultima chicca della vacanza, il borgo di Pizzo. Caratteristico e pittoresco, famoso per il suo delizioso tartufo che ovviamente non ci facciamo mancare. Impossibile resistergli!

E tu la conosci la storia del tartufo di Pizzo?!?

“Secondo il racconto più diffuso, nel 1952 il maestro gelatiere Giuseppe De Maria, titolare della storica gelateria Bar Dante, si trovò a dover servire un gruppo numeroso di ospiti durante una festa. Avendo terminato gli stampi per preparare il gelato, improvvisò modellando a mano due gusti di gelato – generalmente nocciola e cioccolato – inserendo al centro un cuore di cioccolato fuso e ricoprendo il tutto con cacao amaro. La forma irregolare ricordava quella di un tartufo, da cui il nome.”

Ci siamo, l’aereo è in pista: ciao Calabria, terra imperfetta, irregolare, appuntita che profuma di mare, stupore e magia.

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