
Risveglio memorabile al St. John’s Point Lighthouse.
Il sole si fa largo tra le nuvole e ci regala uno spettacolo unico, compare un arcobaleno proprio all’orizzonte, incorniciando il nostro faro e il promontorio dove, a quanto pare, siamo gli unici esseri umani ufficialmente residenti.
Sembra davvero di essere ai confini del mondo. E, diciamocelo, che figata!





Colazione italiana in appartamento e poi si parte. Anche perché oggi abbiamo un obiettivo preciso: raggiungere le Slieve League Cliffs, tra le scogliere marine più alte d’Europa, che arrivano a circa 600 metri sopra l’Oceano Atlantico. Per capirci: quasi tre volte l’altezza delle più famose Cliffs of Moher.
E visto che il nostro blog non vuole essere solo un diario delle nostre avventure e delle nostre cavolate, ecco qualche informazione utile per chi volesse seguire le nostre orme.
Si parcheggia al Sliabh Liag Cliff Experience & Visitor Centre, a Teelin, nella contea di Donegal. Da lì le scogliere si possono raggiungere a piedi con una camminata di circa 4 km, oppure si può pagare il parcheggio più vicino alle scogliere (10 €) circa 2 km a piedi, oppure ancora scegliere lo shuttle bus, al modico prezzo di 9 euro a testa.
Il vento soffia forza 9, il cielo minaccia pioggia e quindi optiamo saggiamente per lo shuttle.
A guidarlo c’è un simpatico irlandese che durante il tragitto ci racconta storie e curiosità del posto in uno slang spiritoso comprensibile solo a pochi.
Una cosa però la capiamo benissimo: secondo lui oggi è una buona giornata per visitare le scogliere. Lunedì scorso, ci spiega, non si vedeva decisamente una fava.
Non sappiamo quanto fidarci del suo ottimismo, visto che appena scendiamo dallo shuttle veniamo accolti da vento e pioggerellina.
Ma l’Irlanda, ancora una volta, decide di sorprenderci.
Nel giro di poco il cielo si apre, compare l’azzurro e il sole riesce persino a scaldarci, nonostante il vento continui a sferzare.
Prendiamo il sentiero che costeggia la parte alta delle scogliere e davanti a noi si apre uno spettacolo incredibile.
Niente parapetti rassicuranti solo tu, il vento, l’Oceano Atlantico e qualche pensiero del tipo: forse sarebbe meglio non scivolare proprio adesso. Cosa che ovviamente la più impacciata del gruppo fa, ma per fortuna con solo una culattata a terra.










Le Slieve League sono decisamente meno turistiche delle Cliffs of Moher e forse è proprio questo il loro fascino. Ci godiamo ogni angolo di questo Paradiso e scattiamo talmente tante foto che, una volta tornati a casa non avremo decisamente rimpianti.
Torniamo al Visitor Centre e, come da sana tradizione ormai consolidata, arriva puntuale anche il momento di pensare al cibo.
Si sente già un leggero languorino.
Anzi, a essere precisi, Princess Letizia desidera mettere le gambe sotto la tavola “come i Cristiani”, per dirla alla maniera del buon zio Gabry.
La destinazione è Ardara, a circa 30 minuti di macchina.
E anche il viaggio, ormai, è parte integrante dell’esperienza: strade strette, paesaggi ondulati, montagne imponenti, laghetti disseminati qua e là e scorci rurali.
In Irlanda persino fare chilometri e kilometri in macchina diventa una cosa piacevole.
Arrivati ad Ardara ci spariamo finalmente panini e club sandwich, recuperando energie.
Facciamo anche un giretto tra qualche negozietto e, indovinate un po’?
Letizia trova un altro segnalibro questo in stoffa tweed, di cui il paese vanta una lunga tradizione e lo aggiunge alla sua collezione.
E noi, ormai, non ci stupiamo più, trova souvenirs ovunque!



Sono circa le 16. Il sole c’è, il meteo sembra graziarci e quindi arriva il momento della fatidica domanda: che facciamo?
Il buon senso suggerirebbe di tornare al faro.
Ma il buon senso, evidentemente, non viaggia con noi.
Decidiamo quindi di puntare al Glenveagh National Park, con immensa gioia del Gigi, che avrebbe invece preferito tornare al faro a “sponsar” e godersi un po’ di meritato riposo ma è in netta minoranza.
Siamo nel cuore della contea di Donegal, tra montagne, laghi, boschi e vallate dove vivono anche branchi di cervi rossi. Qui si trova pure il suggestivo Glenveagh Castle.
Peccato che noi arriviamo quando, per gli irlandesi, è praticamente notte.
Le 17.
Il sentiero è ancora aperto, ma castello e strutture varie sono già chiusi.
Pazienza.
Ci accontentiamo della Lakeside Walk, passeggiando lungo il lago e godendoci comunque la bellezza del parco.
Poi, inevitabilmente, si torna a macinare chilometri.





Riprendiamo la strada verso il faro e ci godiamo gli ultimi tratti della stradina privata: mucche al pascolo, prati verdissimi, il cielo che lentamente si colora e il sole che comincia a tramontare tra le nuvole.




Cena italianissima a base di pasta!
Relax attorno al camino, ognuno con il proprio personale momento sabbatico.
Tisanina e uno shottino di Baileys.
E così andiamo a riposare sotto il nostro faro.
Un faro che, nella sua solitudine, continua a fare quello per cui è nato: illuminare la terraferma e indicare la rotta alle navi che attraversano il mare.
E mentre fuori il vento continua a soffiare, noi ci infiliamo sotto le coperte!
Good night!




Comincia la discussione