
Doverose e dovute scuse ai nostri appassionati follower in merito alla giornata di ieri: piscina e nessuna escursione? Ristorante a piedi e non ore e ore d’auto per arrivarci? Ma che sta succedendo ai Nemoingiro???
Non preoccupatevi, avete ragione… ma ieri era giusto così. La paura di perdere la coincidenza, la prenotazione dell’auto, dell’appartamento… hanno avuto il sopravvento!
Ma oggi… oggi ce ne diamo dentro eccome!
Ore 7 in piedi, colazione frugale, zainetti pronti e si parte per l’escursione alla Levada das 25 Fontes, sentiero PR6, una delle più belle dell’isola… e dunque anche tra le più affollate.
Per levada si intendono i sentieri che seguono la rete dei canali di irrigazione, noti appunto come “levadas”.

Eccoci al parcheggio, siamo tra i primi, e via, si parte veloci. Peccato che serva acquistare un biglietto online… e il Gigi si perde a “picciottare” per un quarto d’ora.
Un sole splendido e un cielo sereno ci accompagnano prima sulla strada, poi sul sentiero… Non ce ne stiamo accorgendo, ma ci stiamo bruciacchiando per bene, vero Giovi?
Attorno a noi, una vegetazione infinita! E finalmente, ecco la levada a farci compagnia nell’ultimo tratto del trekking.


Ed eccola, la nostra meta finale: per un attimo siamo addirittura soli a goderci queste 25 cascatelle, con quella enorme al centro… ma dura poco: iniziano ad arrivare turisti da ogni dove.



Poco male, ci gustiamo ancora un po’ la vista e poi si torna sui nostri passi, con deviazione sul sentiero PR6.1, la Levada do Risco. Qui ci attende una sola, ma imponente cascata, che bagna un po’ ovunque! Ma con questo sole va benissimo!


Pausa nel baracchino super caratteristico che avevamo adocchiato all’andata, a metà percorso: tramezzini, dolci e gli immancabili pastéis de nata! Deliziosi!



Ci aspetterebbero 2 km di salita per tornare al parcheggio… ma optiamo per un comodo transfer e crepi l’avarizia! Peccato che l’autista sia in pausa proprio ora, e tocca aspettare…
Pochi km d’auto e raggiungiamo la foresta di Fanal con la sua tipica nebbiolina: una foresta magica, fatta di alberi dalle forme strane.






Si riparte, alla scoperta di paesaggi completamente diversi! Raggiungiamo la parte nord-est dell’isola, al Miradouro di Ilheus da Ribeira da Janela: onde altissime si infrangono contro i faraglioni e, se chiudi gli occhi, senti urlare: “Ué, benvenuti a Capri, iamme ià!”




Una bella rinfrescata grazie all’aria frizzante e poi via verso il paesino di Porto Moniz.
All’angolo in alto a sinistra dell’isola, ci sono delle piscine naturali scavate tra gli scogli: da un lato quelle a pagamento, molto curate; dall’altro, quelle gratuite, un po’ più wild! Restiamo a guardare, niente bagnetto. Teo rimane perplesso.



Ma almeno ci spariamo una birretta, una sangria, patatine fritte e il famoso bolo do caco – una specie di piadina spessa con aglio, burro e prezzemolo. Squisita!
I tornanti che ci portano alla teleferica di Achadas da Cruz favoriscono un’ottima digestione! Eccoci in fila per prendere questa minuscola funivia – sembra quella di Gardaland – ma è la più pendente d’Europa!! Apperò!
Dove porta? Ad Achadas da Cruz, un villaggio ai piedi della scogliera: 4 case in croce (metà diroccate), onde altissime, intorno solo roccia… sembra un altro mondo!



Ma – sorpresa – due matti ci hanno aperto un baracchino con rooftop! Cosa volere di più?! Ci gustiamo un bicchiere di Poncha, bevanda tradizionale ed emblematica di Madeira, a base di brandy di canna da zucchero, zucchero e succo di limone. La Letizia ci appoggia appena le labbra… ed è già ubriaca!




Si torna verso l’auto, ma per riprendere la teleferica… altra lunga coda! D’altronde, sale solo sei persone alla volta. Pazienza.
Ci resta solo fare la spesa al market vicino a casa. Peccato che stasera su queste strade si corra un rally! Evviva!
Belli stanchi mettiamo piede in appartamento… doccia, pollo, verdura… e buonanotte!

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