Terceiro dia: la capitale Funchal e un bagno nell’oceano, o quasi!

Oggi ci concediamo una mezz’oretta di sonno in più, che lusso! Sveglia alle 7:30! Con gli occhi ancora imbogonadi, ci apprestiamo a consumare la nostra colazione low cost e via, si parte con il programma della giornata: visita della capitale Funchal, distante circa 40 minuti da casa.

Breve passaggio alla cascata dos Anjos, che scende e bagna la vecchia strada costiera. Foto e video imbarazzanti, e si riparte.

Tutto studiato da Marcolini Tour: parcheggiamo senza indugi a 5 euro per l’intera giornata, in pieno centro, nel Parking Santa Luzia, ottima scelta. P.S. Qualche volta, oltre a scrivere le cazzate delle cose che facciamo, diamo anche qualche consiglio di viaggio — come fanno i bravi travel blogger!

Cosa fa un turista alla prima visita di una città? Musei? Esplora i quartieri più famosi? Noi no. Prendiamo la prima stradina acciottolata e ci sfondiamo di biscotti tipici, bolo do caco e pastéis de nata. N.d.r.: per discolparci ricordiamo che le nostre sono colazioni davvero low cost!

Riempite per bene le panze, passeggiamo fra le zone più famose. Il quartiere Velha, una viuzza di ristorantini e murales su muri e porte.

Gironzoliamo senza troppa soddisfazione per vie di souvenir, quando al Mercado dos Lavradores, fra fiori, frutti esotici, mercato del pesce sciabola e tranci di tonno, ecco che Letizia scova un buffo copricapo tradizionale.

Cosa potrà farsene una volta tornata a casa, nessuno lo sa, ma la sua gioia incontenibile e il modico investimento di 10 euro convincono anche il povero Gigi, ormai rassegnato!

Ricordatevi: se lo indossate e volete cuccare, dovete tenere il pirolo centrale dritto, altrimenti attorcigliato. Posto che vai, tradizioni che trovi!

Usciamo da questo tripudio di colori e ci dirigiamo verso la teleferica che ci porterà a Monte, per visitare il Monte Palace Tropical Garden.

Passeggiamo per due orette in questi meravigliosi giardini che alternano alberi tropicali, giardini giapponesi, fiori — tante ortensie, strelizie e agapantho.

70.000 mq che ospitano 100.000 specie di piante. Oggi maestra Letizia è nel suo habitat preferito, ma l’abbiamo catechizzata: non può rimanerci tutto il giorno! Patti chiari, amicizia lunga 😃

Labirintici sentieri portano fino al laghetto centrale, abbellito da cascate, fenicotteri, pavoni che gironzolano e due ragazzi chitarra e voce che suonano musica molto chill-out.

Che te la fai una piña colada in pieno relax? Non ci facciamo mancare niente!

Tanti azulejos sui muri, le tipiche piastrelle portoghesi in ceramica decorate, che raccontano la storia di Madeira e del Portogallo.

Insomma, in pratica abbiamo finito i giga sul cellulare a forza di fare foto in ogni angolino!

Complice la temperatura ottima, non sentiamo nemmeno la fame e la stanchezza (o forse sarà merito della nostra seconda colazione?).

Dall’uscita Belvedere, vicino alla Igreja da Nossa Senhora, partono anche le tipiche slitte, i “carros de cesto”: slitte in vimini guidate da due uomini, vestiti di bianco e con cappelli da gondolieri, che con particolari scarpe fanno scivolare le slitte giù per il pendio regolando la velocità con i piedi.

Attività buffa e super mega turistica, con code chilometriche. Costo: 35 euro a coppia. Va bene dai, ci divertiamo a fare le foto agli altri! In passato però queste ceste erano l’unico mezzo per trasportare le merci su e giù per i ripidi pendii di quest’isola!

Torniamo sul livello del mare. Qualche altro giretto, e ormai si sono fatte le 16.

Avete fame? Sì, boh, dai… qualcosina. Ma tranqui: se c’è, se troviamo! Insomma, da un take away siamo finiti seduti come signori in un tipico ristorantino: Adega da Queimada, provando i due piatti tipici più famosi dell’isola — il pesce sciabola con banane e l’espetada, un mega spiedone di carne!

Sazi e soddisfatti, foto alla statua di Ronaldo, caffettino e rientro a casa.

Breve pit stop alle piscine naturali di Doca do Cavacas. Qui un bagnetto, pagando poco meno di 3 euro a testa, non ce lo facciamo mancare, anche se il vento si è un po’ alzato… ma siamo temerari!

Oltrepassiamo poi il tunnel che collega la spiaggia, foto di rito, e stasera cenetta a casa!

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