
Iniziamo a prenderci gusto con questa casetta, e anche stamattina rischiamo di godercela un po’ troppo. Infatti, il Teo vorrebbe andare a correre ma ogni volta tira fuori una scusa diversa per starsene a letto!
Colazione con i buonissimi biscotti comprati a Funchal, e poi via, a scoprire qualche altra levada grazie a Giovitouroperator! Puntiamo su un giro ad anello di una decina di chilometri: prima la Levada do Moinho e poi la Levada Nova.
Un’escursione un po’ meno famosa delle altre, quindi ci aspettiamo meno gente, ma comunque scenari particolari.
Parcheggiamo la macchina tra le quattro case di Ponta do Sol, abitanti felici che si stia “invadendo” di auto e turisti!
Partiamo dalla Levada do Moinho e ci ritroviamo a camminare a metà del fianco della valle, seguendo sempre lo scorrere della canaletta.




A metà percorso, in un tornante con una cascata e una pozza dove ci si potrebbe anche tuffare, troviamo un’area picnic con tavolo in pietra e barbecue scavato in un masso. Pasquetta 2026, veniamo qui!

Proseguiamo finché la levada finisce, poi, salendo una ripida scalinata, ci colleghiamo all’altra. Il tempo di riprendere fiato e la maestra Leti esclama: “Se la sotto però fossimo andati avanti avremmo visto una bella cascata!”
Il Teo recupera la corsa del mattino rifacendosi su e giù per instagrammare questa “caga”… ehm, cascata.

Ma il bello arriva ora, sulla Levada Nova: dopo qualche centinaio di metri, il sentiero passa sotto a piccoli cunicoli e gira dietro due cascate, per poi entrare in un lungo tunnel che attraversa la montagna. Ok, spiegato così non rende, ma fidatevi: era bellissimo!




Ancora un paio di chilometri e siamo di ritorno alla macchina, giusti giusti per pranzare con panini al prosciutto e Philadelphia portati da casa, seduti sul sagrato della chiesa. Top!




Però caffè, pastéis de nata e poncha ce li spariamo nel classico e immancabile bar sport.
Il sole non ci abbandona, e tornando giù verso il mare facciamo tappa a Praia da Ponta do Sol: gente che prende il sole e fa il bagno… che invidia!
Facciamo una passeggiata perché il paesetto di pescatori è davvero carino.



Altra tappa prima di tornare a casa: sapete qual è il frutto tipico dell’isola?!? La banana! Piante di banani ovunque!
C’è persino la “Banana Route”, che ti porta a camminare in mezzo a queste piante! Eccoci qui! Una mezzoretta di passeggiata e poi baracchino sulla spiaggia, pieno zeppo di souvenir!




Sarà il caldo o le mille cose che facciamo, ma abbiamo proprio voglia di spararci un paio d’ore in piscina.
Si torna in appartamento e la regola è: ognuno faccia quello che vuole, purché non rompa i maroni agli altri!
Chi dorme, chi nuota, chi legge… Madeira è relax!

Ma è l’ultima sera in questa parte dell’isola e vogliamo goderci il panorama e il tramonto.
Per il panorama andiamo al punto più estremo di Madeira: il Miradouro Farol da Ponta do Pargo.
È ancora presto per il tramonto, quindi non troviamo troppa gente — anzi, “le formichine”, come direbbe qualcuna.
Ci gustiamo una birretta e il panorama è davvero stupendo!




Una bella strada ci porta a Paúl do Mar, paesello sul mare dove avevamo prenotato per cenare e goderci il tramonto.
Ma il posto non ci ispira, così facciamo gli gnorri e puntiamo un locale che sembra il ritrovo di tutti i butèi dell’isola!
Musica, cocktail, gente ovunque… non è il nostro stile, gli rompiamo solo le scatole andando avanti e indietro in auto per ben due volte!



Rimane solo un ristorante, ce lo facciamo andar bene… ma forse esageriamo con le porzioni: bacalhau, carne, merluzzo con banana, polenta fritta, patatine… Gigi campione indiscusso!
Per stanotte si prevedono forti perturbazioni!

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