Quinto dia: trekking a Ponta de São Lourenço e si arriva a Santana

Purtroppo è giunto il momento di lasciare la nostra casetta “Fogo”, che era veramente “da fogo”, per dirla alla veronese!! Oggi ci trasferiamo nella parte nord-est dell’isola per esplorarne un altro angolo.

Con la tristezza nel cuore, mentre ormai avevamo già messo la retro per uscire da quel parcheggio stretto che ci ha fatto dannare in questi giorni, ecco che ci rincorre Jeroen, il proprietario, per lasciarci un bigliettino ciascuno con una frasetta di buon augurio. Che dolcezza!

Archiviata la malinconia, partiamo per il tour di oggi, all’insegna dei “cuoricini” segnati dal Teo su Maps.

Prima tappa: Cabo Girão, punto panoramico molto turistico. Hanno pensato bene di mettere anche dei tornelli all’ingresso: biglietto d’ingresso 3 euro a testa.

Crepi l’avarizia, paghiamo per questo skywalk sospeso sull’oceano. Per carità, bello è bello (qui è difficile trovare qualcosa di brutto!), ma secondo noi il secondo punto panoramico della giornata è decisamente più scenografico.

Ponta do Garajau: un promontorio dominato dall’imponente statua del Cristo Rei, con una maestosa scalinata che sembra tuffarsi nell’oceano. Da qui si può prendere una delle famose funivie di Madeira per raggiungere una piccola spiaggia: una delle più belle viste finora. Panorama mozzafiato sulla baia di Funchal e sulle Isole Desertas, piccole isole disabitate.

Poi si parte per l’escursione del giorno: Ponta de São Lourenço, il punto più orientale dell’isola (…e pensare che solo ieri sera eravamo nel punto più occidentale! Va be’, non frega a nessuno — ndr).

Ci siamo documentati: oggi ci accompagnerà il vento, quindi senza timore, una volta parcheggiato (culo dei culi: proprio dove inizia il sentiero!), ci equipaggiamo.

Ringraziamo i nostri sponsor immaginari Montura, North Face, Salewa, La Sportiva… adv? Eh no, niente adv, non ci “caga” nessuno!!! Insomma, ci bardiamo per partire.

Dopo 4 giorni di pieno sole, ecco il primo assaggio del vero meteo tipico di Madeira: qualche nuvola e una finissima piogerellina. Va bene dai, “tornemo” in macchina!! Ma in un battibaleno smette e partiamo lo stesso — ormai si è fatto mezzogiorno.

Questa è la nostra prima vereda, ovvero un sentiero (che, a differenza delle levada, non ha le famose canalette d’acqua lungo il percorso).

Paghiamo altri 3 euro a testa e ci incamminiamo. Non siamo certo soli: qui abbondano accenti italiani (ma noi non siamo razzisti, eh!). Il posto è davvero suggestivo: scogliere a picco, ogni scorcio è incantevole, con le onde dell’oceano e i colori tra l’ocra e il rosso. Stupendo!

Arriviamo fino a Casa do Sardinha, in fondo al sentiero, dove c’è un bar dal sapore tropicale.

Prima di affrontare l’ultima rampazza, spuntino con i nostri panini philadelphia-e-philadelphia (diciamo che la quantità di formaggio sovrastava ogni altro gusto).

Senza indugi, partiamo per il primo “K2 di Madeira”: una bella salita fino al punto panoramico che domina l’ultima lingua di terra, il Miradouro Ponta do Furado. Esce il sole proprio per immortalare delle stupendissime foto!

3 ore e mezza di camminata e anche oggi ci siamo guadagnati la cena.

C’era chi avrebbe voluto tornare con il gommone trappola per turisti “mortazzoni” alla modica cifra di 15 euro a testa, ma noi — che facciamo solo “vacanze economiche”, se fa par dir — decidiamo incredibilmente di rinunciare!

È ora di fare il check-in a Casa da Tia Clementina, dove dormiremo le prossime tre notti. Qui abbiamo due camere, una sala comune tipica e molto graziosa, e la colazione inclusa: sembrerebbe tutto al top!

Peccato che l’arredamento, in generale, sia un po’ datato… ma almeno è pulito. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno! Il tempo si rannuvola e scende una piogerellina perfetta per riposarci un po’.

Lo scenario qui è cambiato: tantissimo verde, segno che probabilmente siamo in una zona molto piovosa. Sembra di essere in qualche paesino montano remoto.

Per cena optiamo per il ristorantino Cantinho da Serra, dal sapore molto casalingo.

Non c’è che dire: una cosa l’abbiamo imparata. Qui le porzioni sono davvero esagerate!

Senza rinunciare nemmeno al dolce, ringraziamo Santo Brioschi… e buona notte!

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