Undicesimo giorno: andiamo a Santander

Il Camping A Gaivota mantiene le aspettative e la notte passa tranquilla per risvegliarci al mattino col suono del mare (e quello un po’ meno poetico di qualche netturbino).

Colazione preparata in grande stile ma i giovani non vogliono scendere dal camper e così se la gustano con calma la Patty e Manuel…ah i lontani tempi in cui si girava la Corsica in due con una tenda e via! Ah, la tauromachia!

Sbaracchiamo e partiamo, prima tappa: supermercato!! Ormai mancano provviste urgenti!

Eccoci così al fantastico supermercado San Miguel, un tuffo negli anni 70, con signora tutto fare che dalla cassa si sposta per darti pane, formaggio, frutta e verdura. Negli scaffali cose a caso tipo crema antirughe (ma non il filo interdentale) qualche cibo in scatola e via dicendo.

Fatti gli acquisti con Manuel sicuramente sereno a bordo strada con le 4 frecce, ecco che si va.

Il paesaggio intorno a noi è magnifico: verde verde, con grandi cespugli di ortensie blu, casette ordinate e tanti animali, soprattutto tante mucche e pecore, e con il mare blu che fa da contorno.

In pochi minuti raggiungiamo la Praia das Catedrais. Sappiamo che sarà una missione impossibile, ma vogliamo lo stesso fare un tentativo per vederla. Siamo quasi i primi ad arrivare, il piazzale è praticamente vuoto e le speranze aumentano. Veniamo subito delusi però, perché proprio all inizio del percorso c’è un ufficio informazioni: si può scendere alla spiaggia, in assenza di prenotazione, solo dimostrando di aver dormito a Ribadeo o arrivando con un autobus da Ribadeo (primo autobus utile alle ore 14!). Non avendo superato nessuno dei requisiti richiesti, ci limitiamo a sbirciare dall’alto senza però riuscire a vedere nulla di che.

Torniamo al camper, nel piazzale ormai stra colmo, e ci muoviamo alla volta di Santander, circa 310 km più ad est.

Traffico intenso, salite e discese continue, ponti e viadotti a non finire, alla destra le montagne verdissime, alla sinistra il mare blu non ci abbandona mai. Ci piange il cuore non restare di più ad esplorare la Galizia, ma questo è un lungo viaggio ed i tempi sono contingentati.

Intorno alle 14.30, dopo circa 3 orette di autostrada, ecco al camping Virgen del Mar. Accoglienza cordiale e piazzola a nostra scelta. Talmente tanta scelta che ci mettiamo 20 minuti prima di occuparne una! Alla fine sarà Antonio ad indicarci quella che effettivamente sarà la migliore per il nostro camper. Siamo su erba con piattaforma in cemento per le ruote: top! Tutto in bolla senza fatica!

Pranzo a base di cous cous con aggiunta last minute di risotto alla milanese in busta perché Rosa non voleva il “riso piccolo, ma quello grande”. Mangiamo davvero con gli orari della Spagna del sud!

Segue momento relax: chi in piscina, chi al parco giochi. Massimo alle 17.30 appuntamento al camper per cambiarsi, alle 18.08 c’è l’ultimo bus per andare in centro. Tra una cosa e l’altra siamo pronti poco prima delle 18, ma la fermata che credevamo essere davanti al campeggio è in realtà distantissima (almeno 20 minuti al passo degli adulti) e nemmeno con un miracolo si arriverebbe in tempo. Torniamo al camping per chiedere se ci chiamano un taxi: la ragazza, gentilissima, fa molto di meglio! Chiama un signore tuttofare con un furgone che più vecchio, sporco e scassato non si può, e ci fa portare alla fermata di un altro autobus che passa da lì a poco in un punto più distante. Che avventura! Arriviamo giusto in tempo, con l’autobus inizialmente vuoto che ad ogni fermata si riempie sempre più e in breve diventa pieno zeppo di gente, meno male che almeno noi siamo seduti! Una mezz’oretta buona così, con Rosa felice che fa fotografie e video a più non posso e dice “wow” a tutto quel che vede, mentre i ragazzi praticamente dormono! Ogni occasione è preziosa per riposare!

Arriviamo finalmente a El Sardinero, meravigliosa spiaggia cittadina, circondata dalle case (a volte veri palazzi e castelli) in Art Decò dei primi anni del 1900.

È tutto bellissimo, ci godiamo la passeggiata lungo il mare e arriviamo alla Peninusula della della Magadalena.

Raggiunto il bellissimo parco della Magdalena, i ragazzi, con la loro solita vista da falco, individuano da lontano un parco giochi e in pochi secondi spariscono dalla nostra vista. Li lasciamo giocare a volontà, il parco giochi è effettivamente in assoluto uno dei più belli mai visti fino ad ora.

Il sole sta piano piano per tramontare, ci rimettiamo in cammino verso il centro, per trovare un posto dove gustare finalmente delle tapas.

Arriviamo nella zona della marina con un bel lungomare pieno di tavolini, sono già le 9 di sera e ci sembra arrivato il momento di fermarci a mangiare qualcosa. “Nano” ci sembra perfetto, il ragazzo è gentile e ci prepara subito due tavolini. Un po’ di indecisione e alla fine ordiniamo: crêpes prosciutto e formaggio per i ragazzi, pudding di pesce, empadas sia di carne che vegetariane e qualche tapas.. Tapas? Sì, le tapas scritte sul cartello! Ah, no! Le tapas e il cartello sono del bar accanto, che si chiama Stop! Data la simpatia del ragazzo, l’orario e il fatto che da Stop stanno tutti bevendo cocktail ma nessuno sta mangiando tapas, decidiamo di restare dove siamo e ci godiamo la cena, concludendo poi con la gelateria alla porta accanto.

Chiudiamo così la serata a Santander, proprio vicino a noi c’è un parcheggio di taxi e ne troviamo subito uno che ci porta di ritorno al Virgen del Mar. Questa città ci è rimasta nel cuore e speriamo davvero di poterci ritornare, godendocela per più tempo. In campeggio tutto tace e si sentono solo i grilli. Buenas noches.

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