
Hola amigos!
Vi siamo mancati?!
Per il compleanno della Giovi si torna in Spagna!
Ritrovo in relax alle ore 9 con i saluti della “siora Anna” e del Cavalier Murari e, insieme a Luci, Marco e Zizzu, ci immettiamo in autostrada direzione aeroporto di Treviso.
Complici i lavori in corso e forse un ritrovo decisamente un po’ troppo rilassato, ci ritroviamo a prendere l’aereo letteralmente al volo! Attimi di tensione targati Marcolini Tour in macchina: nel silenzio generale si era già immaginato di dover organizzare una vacanza di 4 giorni… a Treviso!
Ma la fortuna ci assiste e ce la facciamo!


Ancora frastornati dalla corsa, Giovi e Teo sbagliano pure posto a sedere in aereo, ma dopo un viaggio all’insegna dei racconti arcobaleno di un addio al nubilato “versione mista”, ci prepariamo a sbarcare in terra caliente, focosa e gioiosa!
Esatto… piove!!
Ebbene sì, una piccola perturbazione che però avrebbe dovuto abbandonarci presto. E così è stato.
Tempo di prendere 4 biglietti della metro a una “pippa di tabacco” — e una misteriosa tessera da 7 euro con cui Zizzu probabilmente potrà fare il giro completo della Spagna — ed eccoci in 10 fermate al nostro appartamento. Prime incomprensioni con le macchinette dei trasporti: si ride e si scherza!
Lasciati i bagagli in appartamento (ancora non pronto per il check-in), ormai sono le 15 e quindi… giro tapas da Bar La Pilareta!


Perché no? Ordiniamo praticamente tutto il listino e, fra fritti, unto vario e le urla dei giovani camerieri — “Patataaaa!”, “Calamaroooos!” — siamo pronti a immergerci nella cultura locale con il tour guidato gratuito della città.
Antonio, in perfetto stile napoletano/andaluso/valenciano/italico, si dimostra fin da subito un personaggio straordinario.





Una macchietta con la battuta sempre pronta, un po’ fissato su alcune cose, ma capace di non lasciare un attimo di tregua.
Si parte dalla piazza del Municipio, che stanno allestendo per la Fiesta de la Virgen de los Desamparados, la Madonna degli ultimi. A detta di Antonio, qui ogni weekend c’è una festa. E infatti la città è pienissima!
Attraversiamo il centro mentre lui prende in giro i turisti che abboccano ordinando la “paella non originale”.




“Ma ragazziiii…” continua a ripeterci mentre ci mostra tutti i particolari “piccanti” sulla facciata della Lonja de la Seda, messi lì dai mercanti per prendere in giro il clero e la chiesa posta proprio di fronte.
Arriviamo prima in Plaza de la Reina — dove troviamo anche dei mercatini! — con la torre del Miguelete e la grande cattedrale gotica, e poi in Plaza de la Virgen.
Tutto allestito a festa, con artisti che si esibiscono in danze popolari di ogni tipo. Col sole al tramonto è davvero uno spettacolo.









Ultime visite con Antonio, foto di gruppo, mancetta data di nascosto da papà Porro… e finalmente ci godiamo un po’ di silenzio dopo tutta questa cultura!
Ma tutta questa cultura mette fame… e allora ci rifugiamo in un locale già prenotato: La Calita.
Sempre tapas, leggerissime e poco untissime ovviamente, accompagnate da cerveza fresca.
E il digestivo?!? Ma ragazziiiiii… Aqua de Valencia al Café de Las Horas!
Un cocktail con succo d’arancia, spumante, gin e vodka.


Alé chicos!
Stanchi il giusto, pensiamo finalmente di andare in appartamento — che ancora non abbiamo praticamente visto — e invece… si torna in Plaza del Ayuntamiento perché a mezzanotte ci sono i fuochi d’artificio!
Allora, immaginate Piazza Bra: una piccola area centrale recintata, un miliardo di persone attorno, palazzi ovunque e 10 minuti di botti senza sosta. Piano sicurezza… top!
Sotto una leggera pioggerellina, salutando alcune donzelle di facili costumi ferme sotto casa, eccoci finalmente nel nostro appartamento: tre camere da letto, due bagni… va benissimo così!
E come direbbe Antonio:
“Come y bebe, que la vida es breve”…
Cogliere l’attimo, ma ragazziiiiii!

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