
Lunga dormita per i nostri ragazzi spagnoli! Ognuno nella propria stanza: niente russare a disturbare… se non una sveglia che continua a suonare. Scopriremo poi che arriva dall’appartamento accanto!
Zano e Zizzu compiono la loro buona azione quotidiana e vanno a prendere la colazione per tutti: dolce, salato, succhi… tutto da ingurgitare in fretta perché alle 10 ci aspetta l’ingresso all’Oceanogràfic, nella zona della Ciutat de les Arts i les Ciències.
La Città delle Arti e delle Scienze è il simbolo moderno di Valencia: un enorme complesso futuristico progettato da Santiago Calatrava lungo l’antico letto del fiume Turia. Architettura bianca, giochi d’acqua e forme ispirate al mare la rendono una delle zone più scenografiche della città.





Il pezzo più famoso è sicuramente l’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa. Ospita decine di migliaia di animali marini e riproduce ecosistemi come il Mediterraneo, l’Artico, l’Antartide e i mari tropicali. Il tunnel sottomarino con squali e razze è una delle esperienze più spettacolari, ma un po’ tutte le aree meritano una visita approfondita: i grandi beluga, i pinguini, lo spettacolo dei delfini…








Tre ore e passa che volano senza nemmeno accorgersene!
Ce ne rendiamo conto solo quando la fame inizia a farsi sentire e, visto che la giornata è a base di pescetto, andiamo nel quartiere dei pescatori di El Cabanyal. Tante piccole viette con case colorate, locali e ristorantini… ma tutti pieni! Giriamo un po’ abbattuti finché non troviamo un baretto, La Llimera Cabanyal, e grazie all’insistenza della Giovi ci preparano un tavolo. In verità anche grazie a una gentilissima cameriera italiana ci spariamo una super mangiata tra salumi, carciofi, acciughe… insomma, tutta roba leggerissima!






Pennica delle 16 in spiaggia che, se non fosse per il vento forte e fresco, inviterebbe anche a fare un bagno. E dopo un vermouth della casa nel particolarissimo locale La Fábrica de Hielo, prendiamo un altro bus per tornare a casa e fare le cose con calma.



Il bel solettino di fine giornata invoglia ad attraversare il centro a piedi: scelta errata, visto che c’è la processione per la festa della Madonna degli Ultimi e ogni via è chiusa! Poco male, ci godiamo un po’ di folklore locale.


Doccia velocissima e poi, sempre a piedi, si va nel quartiere di Ruzafa, poco sotto il centro, per cena al Restaurante Fum de Llum. Proviamo il riso con scampi, pesce e cozze… la paella, direte voi! E invece no: quella è di carne, si mangia a pranzo e ce la spariamo domani!

Tra dolce e aperitivo iniziale, ci concediamo l’ennesima — ma obbligatoria — passeggiata in zona prima di tornare a casa, con qualche tappa turistica tra Arena e stazione Nord.




A casa invece una Coca-Cola “che desbuga” dà il via ai festeggiamenti della Giovi!!!

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